Lia Levi: “Attenti, la civiltà può trasformarsi facilmente in barbarie”

AGI – “Forse un episodio piccolo può rischiare di essere dimenticato ma la Shoah è una pietra miliare della storia, ha dimostrato che la civiltà può essere trasformata facilmente in barbarie”. Al telefono con Agi  Lia Levi, la scrittrice 89enne che dedica gran parte della sua vita letteraria alla memoria ebraica, ricorda la trasformazione diabolica in epoca nazista di una nazione come la Germania regina della cultura europea e di quella “in poche ore” di Vienna , ribadendo quindi la missione delle pagine scritte e il loro impatto sugli studenti, a cui si rivolge anche in questo Giorno della Memoria, seppure, causa emergenza Covid, da remoto.  

La memoria ebraica quindi non corre il pericolo dell’oblio?

“Le testimonianze dei sopravvissuti sono insostituibili, è vero, ma la letteratura, così come il cinema e i vari musei della Shoah,  ha sempre avuto un ruolo prezioso”.  

Il Giorno della Memoria nell’anno della pandemia ha uno scenario ovviamente diverso da quello degli anni passati, da remoto rischia di essere meno efficace?

“Un anno fa ero in trasferta in Sardegna davanti a una platea di ottocento ragazzi di varie scuole superiori radunati in un teatro, una scena di grande impatto emotivo. Poi abbiamo dovuto mettere via le valigie, adattandoci ai collegamenti da remoto, non meno riusciti di quelli in presenza. Inizialmente avevo pensato, sbagliando, che i professori alle prese con le complicazioni dell’insegnamento a distanza  non avrebber

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