Zaia: “Torneremo in mimetica” per rivendicare l’autonomia del Veneto

Il presidente della Regione si scaglia contro il premier Conte: “Non puoi andare in Parlamento a cercare voti e sputtanare l’autonomia”. E sui vaccini rincara: “Abbiamo cercato invano di comprarli da soli, siamo disponibili a trattative private”

VENEZIA – “Tu non puoi andare in Parlamento per trovare i voti e sputtanare l’autonomia. È stato veramente indelicato quel passaggio. Che sia chiaro che noi non ce la siamo messa via: appena finisce l’emergenza noi torniamo in mimetica. Noi l’autonomia la vogliamo”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia intervenendo in merito alla volontà di intervenire sul titolo quinto della Costituzione manifestata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento al Senato dello scorso martedì.

ZARDINI (PD): “ZAIA TENGA LA MIMETICA PER CARNEVALE”

“Dopo l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio, ogni riferimento alla militarizzazione della politica è da irresponsabili”. Lo afferma il deputato veneto Diego Zardini (Pd), condannando l’affermazione fatta oggi dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che si è detto pronto a “mettere la mimetica” per rivendicare l’autonomia non appena terminerà l’emergenza. “Se il Veneto fatica a far valere le proprie ragioni a livello nazionale è per questo atteggiamento continuamente minaccioso e rancoroso. Zaia con le sue lagne continue cerca di far dimenticare le proprie responsabilità e la propria inconsistenza politica”, attacca Zardini.

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“Il processo dell’autonomia differenziata e responsabile, sì è bloccato per cause di forza maggiore, cioè per la pandemia”, ricostruisce Zardini, che assicura: “Non appena il Paese potrà tornare alla normalità riprenderemo il percorso per garantire al Veneto e alle altre Regioni che lo hanno chiesto le forme di autonomia previste dalla Costituzione che prevedono maggiori oneri e maggiori responsabilità per i decisori locali con l’obiettivo di rendere più rapida ed efficace l’erogazione dei servizi sul territorio”. Il suggerimento a Zaia, quindi, è di “tene la mimetica per carnevale e, sempre che lo conosca, adottare un linguaggio più consono all’istituzione che temporaneamente rappresenta”.

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