L’assassino di Gudeta ha confessato. È un pastore ghanese

AGI –  Uno stipendio non corrisposto è il movente dell’uccisione di Agitu Ideo Gudeta, la donna-pastore simbolo dell’integrazione in Trentino e in Italia fuggita dieci anni fa dalla natia Etiopia. 

Agitu avrebbe compiuto 43 anni il giorno di Capodanno ma la furia di un collaboratore dell’azienda agricola biologica che lei aveva fondato, ‘La Capra Felice’, le ha tolto la vita spegnendo per sempre il suo sorriso e la sua grande voglia di lavorare. La donna è stata uccisa a colpi di mazzuolo e fatali sono state le lesioni alla testa.

Il corpo senza vita è stato trovato ieri pomeriggio riverso a terra nella camera da letto al secondo piano della sua abitazione a Maso Villalta nel comune di Frassilongo in Valle dei Mochèni tra le montagne del Trentino. L’allarme è scattato verso le ore 18 di  ieri perché la donna non rispondeva più al cellulare.


  • L'azienda agricola 'La capra felice'

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • agitu gudeta

     

  • L'azienda agricola 'La capra felice', dove è stata uccisa Agitu Gudeta  

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • Le capre nella stalla in cui si nascondeva l'assassino di Agitu Gudeta

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • L'azienda agricola 'La capra felice'  

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • L'azienda agricola 'La capra felice'  

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • L'azienda agricola 'La capra felice'

    © Pierre Teyssot / AGF 

  • Frassilongo, Valle Dei Mocheni, dove è stata uccisa Agitu Gudeta Ideo 

    © Pierre Teyssot / AGF 


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Il collaboratore è stato fermato dai carabinieri quindi condotto nella caserma della Compagnia di Borgo Valsugana dove, dopo un lungo interrogatorio, nella notte ha confessato. Adams Suleimani, 32 anni originario del Ghana, si occupava di custodire le 150 capre autoctone 

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