La dermatite atopica colpisce 35mila italiani, bullizzati il 39% dei giovani

La dermatite atopica è una patologia che può comportare conseguenze gravi anche in ambito lavorativo. “È stato dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno più probabilità rispetto alla popolazione sana di essere disoccupati e ciò implica costi sociali notevoli- ha spiegato Mario Picozza, presidente ANDeA-. Questi ultimi, poi, aumentano se si considera il fatto che circa la metà dei malati presenta problemi di produttività lavorativa o assenteismo per via dello stress legato alla patologia e alla privazione di un adeguato riposo a causa del prurito incessante”.

Gli stessi sintomi della dermatite atopica possono quindi provocare “incidenti o infortuni lavorativi. Insomma, la quotidianità è compromessa– ha aggiunto Picozza- e si notano evidenti limitazioni nella scelta dei percorsi di carriera o di studio da parte dei pazienti”. Per quanto riguarda gli adolescenti la situazione non è delle migliori.

Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni è stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia. L’aggravamento della patologia, poi, ha avuto un impatto sul percorso scolastico del 46% degli adolescenti.

“Se si considera che ogni anno, in tutto il mondo, i giovani affetti da dermatite atopica perdono dai 7 agli 11 giorni di scuola e che il 36% dei caregiver e dei ragazzi con la malattia soffre di ansia o depressione– ha proseguito ancora Picozza- si comprende che il quadro è più preoccupante di quanto si possa immaginare”.

Durante il webinar gli esperti hanno infine concordato su quanto sia fondamentale che le misure di controllo della pandemia non comportino impedimenti nella continuità terapeutica dei pazienti con malattie croniche.

Per la dermatite atopica, circa un anno fa, AIFA ha approvato l’uso di un nuovo farmaco. “Si tratta di dupilumab, un anticorpo monoclonale indicato per il trattamento della dermatite atopica e a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento di adulti con la forma grave della patologia- ha spiegato Sandra Petraglia, dirigente Area Pre-Autorizzazione AIFA- come alternativa per tutti quei pazienti per i quali la terapia con ciclosporina e altre terapie standard non hanno avuto gli effetti desiderati”. Il farmaco viene erogato dalle farmacie ospedaliere e territoriali con la presentazione di una ricetta medica compilata da un dermatologo.

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