Autismo, Ido: “Buona elaborazione della diagnosi aiuta i genitori e migliora il benessere dei bambini”

Lo studio, che ha coinvolto un campione di 26 madri e 24 padri di bambini di età compresa tra 24 e 58 mesi, è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Psychology’

ROMA – “I genitori non aiutati ad elaborare la diagnosi di autismo dei figli, sono influenzati negativamente durante il percorso di sviluppo dei loro bambini”. Laddove, invece, “i genitori sono stati aiutati ad accettare la diagnosi dei figli e a vedere le cose dal punto di vista dei bambini, sono stati anche maggiormente in grado di essere sintonizzati con i loro piccoli durante le interazioni di gioco”. Da qui si genera un circolo virtuoso che “si manifesta proprio in un maggiore benessere dei bambini stessi: stanno meglio”. Presenta così Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), il principale risultato della ricerca ‘Sintonizzazione, insighftulness e accettazione della diagnosi nei genitori di bambini con autismo: implicazioni cliniche’, condotta da esperti dell’IdO e pubblicata sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Psychology’. “È una ricerca che ha un’implicazione eminentemente clinica- spiega Di Renzo- perché si tratta di un aspetto che viene spesso sottovalutato”. Lo studio, realizzato in collaborazione con il professore Giulio Cesare Zavattini del dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica della Sapienza, si è basato infatti su test validati e sulla letteratura di studi già condotti in Israele e negli Stati Uniti. Si tratta, infatti, di un lavoro importante che ha coinvolto un campione di 50 genitori (26 madri e 24 padri) di 26 bambini di età compresa tra 24 e 58 mesi. Il campione è stato videoregistrato durante le interazioni genitore-figlio e poi intervistato su ciò che le mamme e i papà pensavano fossero stati i vissuti del bambino durante l’interazione di gioco, nonché su quali fossero stati i loro sentimenti e pensieri rispetto alla diagnosi del bambino. Le interazioni di gioco sono state esaminate, infine, utilizzando un protocollo di codifica per valutare la sintonizzazione dei genitori. “L’altro punto interessante- prosegue Di Renzo- è che l’elaborazione della diagnosi non è legata al tempo che passa a partire dal momento in cui la diagnosi viene effettuata.

 » Continua a leggere su DIRE.IT…