AGI – “Bisogna incentivare la politica abitativa soprattutto con le residenze universitarie o comunque con abitazioni a prezzi calmierati”. L’appello è di Enrico Gullini, coordinatore nazionale del sindacato degli studenti, Udu, che ne parla con l’AGI. Rispetto ad altri Paesi europei, dove iscriversi all’università e andare in ‘collegio’ o ‘studentato’ è automatico, in Italia “solo il 3% degli iscritti può accedere alle residenze“. Tra i “percettori di borse di studio, che sono appena il 12% del totale degli studenti, coloro che accedono alle residenze non arrivano al 9%“.
Un’intervento, dunque, è necessario, non solo dal punto di vista delle costruzioni nuove, ma anche “incentivando contratti a canone calmierato. Ma per fare questo servono investimenti a livello governativo”, afferma Gullini.
Fuori, nel mercato libero, “gli affitti sono al di là di ogni controllo: nonostante ci siano molte case sfitte, i proprietari non abbassano i prezzi. Bisognerebbe che il Governo mettesse mano a una seria politica abitativa, facendo accordi con le istituzioni locali”.
Far tornare gli universitari nelle loro sedi è un tema non solo per gli atenei s