ROMA – ‘Un virus ‘intelligente’ non uccide il suo ospite ma cerca di tenerlo in vita, perché in questo modo è in grado di replicarsi di più’. A parlare con l’agenzia Dire è il virologo Carlo Federico Perno, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che così motiva il calo della mortalità nei pazienti affetti da Covid. Ma se da un lato diminuiscono i decessi, dall’altro aumenta il tasso dei contagiati nel nostro Paese, che ha costretto il governo ad una nuova stretta. Cosa non sta ancora funzionando? ‘Purtroppo credo dipenda da vari fattori. Il primo, lo dico da virologo- risponde Perno- è che si sta selezionando, come è normale, un ceppo virale a maggiore infettività. Il virus è diventato estremamente infettivo e questo aumenta appunto il numero di infezioni, ma non è aumentato il tasso della mortalità poiché, come dicevo, un virus ‘intelligente’ non uccide il suo ‘padrone’ per poter poi essere in grado di infettare ancora. Se il virus uccidesse il suo ospite, in questo caso noi, non replicherebbe e morirebbe, al contrario batteri e funghi possono invece crescere indipendentemente da noi’.
Secondo il virologo, è però improprio chiamare un virus ‘intelligente’: ‘In realtà è solo concetto darwiniano ed evoluzionistico- spiega Perno- dal momento che il virus seleziona lentamente quei ceppi dentro di lui che replicano sempre di più, ma se possibile riducono la mortalità. Un paziente morto è un danno per l’uomo ma anche per il virus, perché in quel morto il virus non replica più. Quindi la selezione naturale, che è quella che sta avvenendo anche con il Coronavirus, sta portando il virus a selezionare un ceppo sicuramente più infettante, perché questo è quello che serve al virus, e ad essere sicuramente meno patogeno, cioè a fare ‘meno danno’. Quello che sta accadendo è nella logica della natura’.
Il secondo aspetto sottolineato dal primario del Bambino Gesù, in merito ad una diffusione ancora così ampia del virus, riguarda l’uso improprio delle mascherine. ‘Se tutti portassero le mascherine correttamente e uscissero dal principio che i miei amici o i miei parenti non si infettano, quindi ‘io con loro sto tranquillo’, i tempi di scomparsa di questo virus sarebbero più brevi- sottolinea Perno- Dobbiamo ricordare che è nelle case che avviene il numero più alto dei contagi,