di Marialaura Iazzetti
MILANO – Farlo è semplicissimo. A differenza del tampone molecolare, non provoca nessun fastidio. L’affidabilità è assicurata. Da lunedì 12 aprile nel Comune di Bollate è partito il piano sperimentale di sorveglianza organizzato dal Comune e dal laboratorio di microbiologia dell’Università di Milano. Coinvolge tutti gli istituti scolastici del territorio: gli studenti sono sottoposti una volta alla settimana al test molecolare salivare per controllare la diffusione del contagio e bloccare in tempo possibili focolai.
“Abbiamo incominciato dalle elementari e dalla prima media. Ora abbiamo coinvolto le seconde e le terze, poi passeremo al liceo”, spiega Valentina Massa, professoressa di biologia applicata. Insieme a Elisa Borghi, professoressa di microbiologia clinica, al dottor Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina della Statale, e a gli altri colleghi del laboratorio di microbiologia hanno sperimentato i test molecolari salivari: per scoprire se si è positivi al Sars-Cov-2 basta succhiare un bastoncino di cotone “come se fosse un lecca lecca”. Il test può essere eseguito autonomamente, senza ricorrere al personale sanitario. Proprio per questo motivo e per la poca invasività viene considerato particolarmente adatto per i bambini.
“È importante ricordare- continua Massa- che questi tamponi non sono rapidi, ma molecolari. Vengono inviati a un laboratorio che li analizza ed entro 24-36 ore si hanno i risultati”. Di tamponi salivari rapidi in questi giorni si sta parlando molto, perché le autorità sanitarie e il governo li stanno prendendo in considerazione come strumento attraverso cui monitorare gli studenti. Massa, però, non capisce per quale motivo non si stia valutando anche di utilizzare quelli molecolari, considerati più “affidabili”. Le ricerche del laboratorio della Statale sono partite quest’estate, quando l’università di Yale ha diffuso su twitter la notizia di un programma di tracciamento per i giocatori dell’Nba basato proprio sui test molecolari salivari. Il tampone aveva già ricevuto l’approvazione dalla Food and drug administration (Fda), l’agenzia americana che regola i farmaci.
“A questo punto abbiamo scritto ai ricercatori di Yale e gli abbiamo chiesto di poter studiare questi tamponi per utilizzarli nelle scuole”,