Da Bologna Lepore attacca: “I ristori sono elemosina, non salveranno le aziende”

Il candidato sindaco si schiera dalla parte di ristoratori, commercianti e operatori del turismo: “Le proteste hanno avuto anche forme non condivisibili, ma questi lavoratori meritano rispetto. Non è giusto che questo settore sia lasciato ai margini”

BOLOGNA – I ristori per turismo, commercio e ristorazione “sono un’elemosina e non servono a salvare le aziende. Mi permetto di rilanciare il grido di protesta del settore, il Governo metta in campo misure diverse da quelle adottate finora”. Lo dice chiaro e tondo l’assessore e candidato sindaco di Bologna Matteo Lepore, che si schiera così dalla parte di chi in questi giorni sta manifestando contro il Governo per la mancanza di aiuti al settore. “Le misure sono gravemente insufficienti- attacca Lepore, rispondendo oggi in Consiglio comunale all’interrogazione della capogruppo della Lega, Francesca Scarano- le regole vanno rispettate, ma questo settore rischia di sparire. Io invece non mi arrendo a questa idea, ogni impresa è da salvare: facciamo manifestazioni per le grandi aziende, dobbiamo fare lo stesso anche per la più piccola partita Iva”. Le proteste di Roma, cita Lepore, “hanno avuto anche forme non condivisibili. Ma questi lavoratori meritano rispetto. Non è giusto che questo settore sia lasciato ai margini”.

Come Comune di Bologna, afferma l’assessore, “continueremo a investire sul marketing territoriale e sulle agevolazioni sui dehors e la Tari, ma non basta. Dobbiamo far ripartire la città. E io sono fiducioso che questo accadrà, perché Bologna è molto amata: torneranno i turisti e torneranno gli studenti, ma le imprese saranno ancora vive?“, si chiede Lepore. Per questo, insiste l’assessore, “serve uno scatto d’orgoglio da parte di Governo e Parlamento. Il Comune di Bologna ha messo in campo una manovra straordinaria per aiutare famiglie e imprese, l’unico a farlo in Italia. Ma più di così non può fare”.

Secondo Lepore serve dunque “un decreto speciale per salvare il settore del turismo, del commercio e della ristorazione”, che preveda un sostegno “anche per i costi fissi e non basato solo sulle perdite“.

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