ROMA – L’arrivo della primavera, viene salutato da molti con gioia perché le giornate cominciano ad essere calde e lunghe per altri invece è il periodo peggiore perchè coincide con l’inizio di diversi fastidi come starnuti, occhi lucidi, rossi e naso gocciolante. Reazioni che il corpo emette al contatto con i pollini di fiori e piante. Stiamo parlando delle allergie primaverili. Ma quali sono i numeri del problema in Italia? Ci sono nuovi approcci di cura? E un allergico, in caso di positività al Covid-19, sviluppa un rischio maggiore di contrarre una forma severa di polmonite interstiziale bilaterale? A dare risposte ai quesiti posti dall’agenzia di stampa Dire è Ornella De Pità, Direttrice di Patologia Clinica e malattie infiammatorie autoimmuni della cute presso l’ospedale Cristo Re di Roma.
La primavera è la stagione per eccellenza in cui si manifestano i sintomi respiratori legati alle allergie stagionali. Quali sono i numeri del problema in Italia? C’è un incidenza o predisposizione maggiore nel sesso femminile oppure no?
“Le allergie sono in forte aumento soprattutto negli ultimi 20 anni si è registrata un’incidenza maggiore. Si considera che circa 9milioni di italiani soffrano di allergia praticamente un italiano su quattro o su 5 ne soffre. Stiamo parlando quindi di un 15-20 % della popolazione che è afflitta da questo problema. Numeri molti elevati ma quelli che arrivano dallo specialista e si curano perciò sono circa la metà stimabili in 4milioni e mezzo. L’incidenza peraltro si registra maggiormente nelle persone giovani, soprattutto tra gli adolescenti e le donne con una percentuale lievemente superiore rispetto agli uomini. Essere affetti da allergia sin da giovani vuol dire essere in una situazione critica per un lungo periodo rispetto a tutte le attività da svolgere”.
Quanto è importante effettuare una diagnosi precoce e quali sono i test di cui si avvale lo specialista?
“Effettuare precocemente una diagnosi al paziente, avviarlo alla terapia utile significa rimetterlo in condizione di andare a scuola, lavorare e svolgere tutte le sue normali attività. Per questo è importantissimo capire subito se si tratta di allergia o di altro. A maggior ragione in questo periodo pandemico nel quale avere raffreddore, naso che cola o fastidi respiratori può essere imbarazzante anche per far capire agli altri che si tratta di allergia e non di altro.