ROMA – Una fotografia con un’attenzione speciale al genere e all’insicurezza dei territori. Protagoniste le bambine e le giovani donne che appaiono, dai dati raccolti, “ragazze resilienti in territori insicuri”. E’ l’Atlante ‘Con gli occhi delle Bambine’ di Save The Children giunto alla sua XI edizione che rivolge quest’anno, in piena pandemia, alle bambine.
“Il vicolo deserto, la banchina dell’autobus non illuminata, le parole dello sconosciuto, il palpeggiamento e la molestia. Così un terzo delle giovani donne rinuncia ad uscire, e un terzo esce con timore e frustrazione. La paura poi passa e torna nell’età delle donne anziane. Uno strumento utile per chi amministra e per le famiglie”. A dare qualche istantanea dell’Atlante ‘Con gli occhi delle Bambine’ di Save The Children giunto alla sua XI edizione, è proprio la curatrice Vichi De Marchi che lo ha presentato in un webinar su zoom e in diretta Fb, questa sera, promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità di ALI (Autonomie Locali italiane) moderato dall’avvocata, responsabile del settore, Andrea Catizone. Hanno partecipato, tra le altre, anche la Sottosegretaria Cecilia Guerra, Sottosegretaria al MEF; Raffaella Milano, direttrice dei programmi di Save The Children; l’europarlamentare Alessandra Moretti.
Il documento, scaricabile gratuitamente dal sito dell’ong, quest’anno ha fornito un resoconto ricco anche di dati su tutte quelle disegueglianze che la pandemia ha acuito e accelerato e che ruotano intorno al mondo della scuola. “Si parla molto della violenza- Vichi De Marchi- ed è giustissimo, ma molto meno si parla delle molestie contro bambine, ragazzine e giovani donne che, a differenza della violenza, non nascono in ambiente familiare. Le ragazze- questa la novità decisiva- cominciano a ribellarsi però anche grazie ai social“.
Altri temi cardine alla scoperta di questo mondo che De Marchi ha definito “magmatico”: gli “stereotopi e la cosiddetta autosegregazione formativa, anche se il 16,5% delle giovani donne italiane ha una laurea stemm”, e ancora “l’educazione finanziaria su cui sono indietro ragazzi e ragazze” e, ha continuato De Marchi, le “competenze digitali che sono molto indietro in Italia”.