PALERMO – Fermo amministrativo per la nave ‘Sea Watch 3’, appartenente all’omonima Ong tedesca, che si trova nel porto siracusano di Augusta. La nave è stata sottoposta a ispezione ‘port State control’ da parte della guardia costiera.
“L’unità è munita della ordinaria certificazione di sicurezza rilasciata dallo stato di bandiera tedesco, quale ‘nave da carico’, autorizzata come tale a trasportare un numero di persone non superiore a 22, corrispondente alla composizione dell’equipaggio e dei passeggeri imbarcati per l’esecuzione delle proprie attività commerciali – spiega una nota della guardia costiera -. Al suo arrivo nel porto di Augusta il 3 marzo 2021 con a bordo 385 persone precedentemente soccorse, il Sistema Thetis di gestione delle ispezioni in uso ai Paesi aderenti il ‘Paris MoU’ (Protocollo d’intesa sul controllo in materia di sicurezza della navigazione da parte dello Stato di approdo firmato a Parigi il 26 gennaio 1982, ndr) ha segnalato a carico dell’unità il ricorrere di alcuni elementi che hanno comportato di fatto l’inserimento da parte dello stesso sistema della nave mercantile tra le unità da sottoporre a ispezione da parte dello Stato di approdo”.
Tra gli elementi segnalati quali ‘Unexpected factors’, “la mancata effettuazione da parte dell’Unità delle preventive comunicazioni di ingresso nel porto di Augusta relative alla ‘sicurezza marittima’ e al conferimento dei rifiuti generati nel corso dell’ultimo periodo di navigazione“. La ‘Sea Watch 3’, inoltre, nelle fasi di ormeggio in porto, avrebbe “sversato in banchina e nelle acque portuali olio idraulico proveniente dalla gruetta utilizzata per il posizionamento a terra della passerella della nave”. Circostanze che, “già da sole – ancora la guardia costiera – costituivano presupposti oggettivi, ai sensi delle disposizioni comunitarie che regolamentano l’attività di ‘port state control’, per eseguire l’ispezione a bordo della nave”.
La verifica ha riguardato anche altre aree tecniche e operative tra cui quelle relative alle dotazioni di salvataggio disponibili e l’organizzazione di bordo “con particolare riguardo” alla preparazione dell’equipaggio ad affrontare le emergenze. L’ispezione, “nel confermare le irregolarità emerse in ingresso nel porto”,