“Dopo l’inoculazione della prima dose l’efficacia è pari al 73% con la seconda dose, a 12 settimane, si arriva all’82%”
ROMA – È in discussione tra gli esperti proprio in questi giorni la possibilità di somministrare il vaccino Astrazeneca anche agli over-55, un limite anagrafico imposto da Aifa ma non dall’Ema o dall’Oms. ‘Limite’ che unito ad alcuni malumori provenienti dalla classe medica sembrano aver posto delle ‘ombre’ sull’efficacia di questo vaccino che tra i suoi vantaggi innegabili possiede il fatto di poter esser conservato a temperature normali agevolando quindi la somministrazione sulla popolazione generale. A fare il punto sull’efficacia, la copertura rispetto alle varianti e a chiarire quante dosi arriveranno nel nostro Paese tra febbraio e marzo con l’agenzia di stampa Dire è Piero di Lorenzo, Presidente dell’Irbm di Pomezia.
– Il vaccino anti Covid targato Astrazeneca-Oxford-Irbm sembra aver spaccato la classe medica. Lei come risponde a questi medici volendo fare chiarezza anche per arrivare alla popolazione generale visto che è partita la campagna vaccinale su determinate fasce di lavoratori under 55? E poi qual è l’efficacia certificata del vaccino alla prima dose e alla successiva seconda di richiamo?
“L’efficacia del vaccino secondo uno studio che è in pubblicazione, detto infatti ‘preprint’ sulla rivista specializzata Lancet tra le più titolate e specializzate al mondo certifica che l’efficacia del vaccino rispetto alla malattia grave e cioè alla eventuale ospedalizzazione è del 100 per 100. Vale a dire che il soggetto a cui viene inoculato il vaccino Astrazeneca sicuramente non andrà in ospedale e tanto meno in terapia intensiva. Sinceramente non mi sembra cosa da poco. Dopo l’inoculazione della prima dose l’efficacia è pari al 73% con la seconda dose, a 12 settimane, si arriva all’82%. Per cui il vaccino è assolutamente efficace e sicuro. È l’unico vaccino per il quale c’è una pubblicazione che certifica che questo evita la circolazione del virus cioè il contagio successivo al 67%. Ho registrato delle perplessità da parte di alcuni riportate poi sui media ma che non corrispondono a realtà.