Sciatori solidali con i lavoratori della montagna modenese: “Non rimborsateci gli skipass”

I gestori degli impianti di Cimone, Cerreto e Corno sono sgomenti per la decisione di Speranza, ma gli sciatori solidarizzano con loro e rifiutano gli indennizzi: “È il nostro modo per ristorarvi”

MODENA – “Oggi piste perfette e anche domani è previsto sole. Compra subito il tuo skipass online sul nostro sito www.cerretolaghi.info e vieni a sciare. Da lunedì 15 febbraio impianti aperti”. Con tanto di emoticon col sole o col fiocco di neve, perché dopo la lunga attesa questa volta ci si credeva davvero, sono i post di qualche giorno fa che tuttora campeggiano nelle pagine delle stazioni sciistiche dell’Emilia-Romagna, da ieri sera sommerse di commenti di rabbia e delusione. Imprenditori, sportivi e utenti in generale si sfogano nelle ore in cui gli stessi presidenti delle Regioni interessate, a fatica, contengono il loro malumore.

Dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza ha bloccato gli impianti fino al 5 marzo, visto che il Comitato tecnico-scientifico ha stabilito, all’ultimo momento o quasi, che “non ci sono le condizioni per ripartire”, ormai nel tam-tam online si parla solo di rimborsi. Nell’Appennino modenese, reggiano e bolognese, i comprensori del Cimone, di Cerreto Laghi e del Corno alle Scale erano più che pronti a riprendere l’attività, a maggior ragione dopo la tanta neve caduta quest’anno, sulla base delle linee guida stringenti concordate appena una settimana fa tra Regione, gestori degli impianti e tecnici. Adesso, invece, devono sperare che arrivino presto nuovi aiuti economici “concreti e immediati” per gli operatori colpiti, come ha scritto il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini commentando, ieri sera a caldo, il nuovo inaspettato annuncio del Cts. Nella pagina di un Corno alle Scale, ad esempio, che fino a ieri sembrava “tutto esaurito” e quindi si resta “senza parole”, compare chi chiedeva “come funzionano gli ingressi contingentati: skipass limitati alla cassa, solo ordini online o cosa?”, per “non rischiare di arrivare li e non poter sciare causa affollamento”.

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Dopo aver saputo del Cts e dell’annuncio del ministro,

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