Suicidio, più a rischio i maschi che vivono in zone rurali

ROMA – Sono stati oltre diecimila in 35 anni i suicidi che hanno coinvolto bambini e ragazzi in Italia. “Dal 1981 al 2016, infatti, sono stati registrati 1.752 suicidi nella fascia di età 10-17 anni e 9.897 nella fascia 18-25 anni”. A ripercorrere la storia degli ultimi decenni in materia di suicidi tra i giovani è Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria della Sapienza Università di Roma e direttore del Servizio di prevenzione del suicidio dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea. La casistica è contenuta in una recente indagine condotta da Pompili, insieme a un gruppo internazionale di esperti, intitolata ‘Trends and ecological results in suicides among Italian youth aged 10-25 years: A nationwide register study’ e pubblicata sul ‘Journal of affective disorders’. 

“Il suicidio rimane un’emergenza soprattutto tra i maschi– chiarisce l’esperto- con un rapporto di 4 suicidi di ragazzi ogni 2 suicidi di ragazze. Da sottolineare la localizzazione geografica, rispetto alla quale ci sono differenze di genere: anche in questo caso, nelle aree rurali c’è un maggior rischio di suicidio nei maschi, mentre in quelle metropolitante è maggiore tra le femmine“. Riguardo ai metodi utilizzati per il suicidio, negli ultimi tre decenni, “abbiamo rilevato una diminuzione dell’uso di armi da fuoco e veleni e un aumento dell’impiccagione tra i ragazzi e di cadute tra le ragazze”. 
Negli anni ’90, ricorda Pompili, “c’è stato un picco di casi con un successivo ridimensionamento del fenomeno. Tuttavia il dato non ha continuato a diminuire, si è solo stabilizzato, diversamente da altri tipi di morti giovanili, come ad esempio quelle causate dagli incidenti in moto che si sono ridotte in modo significativo dopo l’introduzione dell’obbligo del casco.  Per questo- ribadisce il docente universitario- sebbene non ci sia stato un nuovo aumento, il suicidio tra i giovani rimane un’emergenza”. A questa si aggiunge poi l’emergenza sommersa dei tentati suicidi per i quali, avverte l’esperto, “la situazione è molto più vaga perché non esiste un dato registrato e consolidato. Per questo, si stima che i tentativi di suicidio siano dieci volte superiori ai suicidi e c’è chi sostiene che siano addirittura 25 volte di più”. 

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