ROMA – Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 20-26 gennaio 2021, rispetto alla precedente, “una riduzione dei nuovi casi (85.358 vs 97.335). Scendono anche casi attualmente positivi (482.417 vs 535.524), ricoveri con sintomi (21.355 vs 22.699) e terapie intensive (2.372 vs 2.487); lieve calo dei decessi (3.265 vs 3.338)”. Così in un comunicato la Fondazione Gimbe. In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: Decessi: 3.265 (-2,2%) Terapia intensiva: -115 (-4,6%) Ricoverati con sintomi: -1.344 (-5,9%) Nuovi casi: 85.358 (-12,3%) Casi attualmente positivi: -53.107 (-9,9%),
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“Tutte le curve- afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe- continuano questa settimana la loro lenta discesa, ancora grazie agli effetti del Decreto Natale, destinati tuttavia ad esaurirsi a breve”. L’incremento percentuale dei casi si riduce in quasi tutte le Regioni; negli ospedali, nonostante l’ulteriore discesa di ricoveri e terapie intensive, l’occupazione da parte di pazienti COVID continua a superare in 5 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 6 Regioni quella del 30% delle terapie intensive, attestandosi a livello nazionale rispettivamente al 34% e al 28%.
I RITARDI NELLA CONSEGNA DEI VACCINI
“Oltre ai noti ritardi di consegna da parte di Pfizer- dichiara Renata Gili, responsabile Gimbe Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe- AstraZeneca ha comunicato alla Commissione Europea una riduzione della fornitura stimabile fino al 60% nel primo trimestre, mentre CureVac non potra’ consegnare entro marzo le 2,019 milioni di dosi previste dal Piano vaccinale, visto che lo studio di fase 3 e’ stato avviato solo il 14 dicembre”. Di conseguenza, al netto di ritardi di consegne, entro il 31 marzo 2021 il nostro Paese dovrebbe disporre di 16,557 milioni di dosi, di cui 8,749 milioni da Pfizer-BioNTech e 1,346 milioni da Moderna e 6,462 milioni da AstraZeneca, anziche’ i 16,155 milioni previsti dal Piano vaccinale. Peraltro su AstraZeneca i conti non tornano visto che e’ stata annunciata una fornitura di 3,4 milioni di dosi”.
“Con queste disponibilita’- puntualizza Cartabellotta- solo il 14% della popolazione (circa 8,278 milioni di persone) potra’ completare le due dosi del ciclo vaccinale, ma non prima della meta’ o addirittura della fine di aprile,