Cos’è il lascito solidale? E come si fa a farlo? A queste e ad altre domande frequenti risponde direttamente l’Associazione italiana sclerosi multipla, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato
ROMA – Come ogni anno l’Associazione italiana sclerosi multipla rinnova l’impegno a fare cultura sul lascito solidale, capace di garantire il futuro della ricerca e dare a tanti giovani la speranza in una cura definitiva per la sclerosi multipla. Per questo venerdì prossimo 29 gennaio, in occasione della Giornata nazionale del lascito Aism, l’associazione ha organizzato un evento virtuale che ha proprio l’obiettivo di informare e fare cultura sul lascito testamentario.
Ma che cos’è esattamente un lascito solidale? E come si fa a farlo? A queste e ad altre domande frequenti risponde direttamente l’Aism, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Ecco le principali Faq:
1) Cos’è il lascito solidale? Il lascito solidale è lo strumento che consente di destinare una parte dei propri beni ai progetti sociali in cui si crede. All’interno del testamento, infatti, si può decidere, ad esempio, di devolvere una parte dei propri beni a sostegno di organizzazioni no profit, dando così la possibilità a un progetto di crescere e di svilupparsi grazie ai fondi garantiti dal proprio patrimonio.
2) Come si fa un lascito solidale? Il lascito solidale si realizza all’interno del proprio testamento. In Italia ci sono tre modi per farlo. Con il testamento olografo, un documento scritto obbligatoriamente dal testatore, datato e sottoscritto, che può essere conservato dal testatore stesso oppure affidato a una persona di fiducia o a un notaio. Con il testamento pubblico, redatto dal notaio che mette per iscritto le volontà del testatore in presenza di due testimoni: l’interessato viene così aiutato a porre in essere disposizioni che siano assolutamente conformi a legge. Infine con il testamento segreto, utilizzato di rado, caratterizzato dall’assoluta riservatezza sul contenuto: viene consegnato in una busta chiusa già sigillata o da sigillare al notaio, sempre davanti a due testimoni e i dettagli non saranno noti a nessuno fino a morte sopravvenuta. Per chiarire subito ogni dubbio è opportuno consultare un notaio che saprà suggerire le soluzioni migliori per ottenere il risultato voluto ed evitare errori o cattive interpretazioni.