Affari, guerre e fame da Covid. 16 arresti per mafia a Palermo 

AGI – Cosa nostra vecchia e Cosa nostra (quasi) nuova. Al bivio e in balia di ambizioni, arresti e vuoti di comando. La Cupola 2.0: demolita da investigatori e giudici due anni fa e poi sconfessata nel nome dei boss di un tempo tornati in liberta’: “Io sono Cosa nostra – diceva Giulio Caporrimo – loro sono Cosa come ci viene… “. E i rivali durante un summit su un gommone: “Come può dire devono sciogliere la Commissione?”.

La mafia che apre una nuova filiale-famiglia nell’enclave dello Zen con un suo capo, Giuseppe Cusimano, oggi arrestato, e che è la stessa dei pacchi alimentari usati per placare la fame e acquisire il consenso delle famiglie rese piu’ povere dal Covid durante il lockdown. Gli assalti da guerra per fare cassa con cui pagare stipendi a ‘soldati’ e ‘generali’ e sussidi ai detenuti. Imprenditori che pagano il pizzo, altri che si ribellano… è stata battezzata “Bivio” l’operazione del carabinieri che ha sferrato un duro colpo a un mandamento strategico di Cosa nostra palermitana, quale quello di Tommaso Natale.

La procura ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 16 indagati per associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento seguito da incendio, minacce aggravate, detenzione abusiva di armi da fuoco. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, è l’ulteriore esito dell’attivita’ condotta dal Nucleo Investigativo sul mandamento mafioso e sulle famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen-Pallavicino.

Documentata la costituzione di una nuova famiglia, “Zen-Pallavicino”, dotata di esplosivo al plastico e armi da guerra per assaltare portavalori e distributori di benzina e incassare denaro destinato ad affiliati e detenuti. Una potenza di fuoco che doveva servire anche a sopprimere i ‘cani sciolti’, ma che è stata arginata dall’attivita’ inve

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