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Luiss Programma Diaspore: cinque incontri per capire il mondo

Gli incontri online, a partire da martedì 26 gennaio, saranno in italiano, inglese e francese. Sono organizzati sulla base di un nuovo accordo sottoscritto dall’Ateneo con l’associazione Le Reseau, associazione della diaspora africana in Italia

ROMA – L’università si apre al mondo, ispirando un’Italia con orizzonti globali che valorizza i talenti e punta sulle comunità di origine straniera a sostegno dell’internazionalizzazione e della condivisione delle conoscenze: è la cifra di Programma Diaspore, un ciclo di appuntamenti e dibattiti promosso dalla Luiss Guido Carli a partire da martedì 26 gennaio, con un primo webinar in programma alle 13, ora italiana.

Gli incontri online, in italiano, inglese e francese sono organizzati sulla base di un nuovo accordo sottoscritto dall’Ateneo con l’associazione Le Reseau, associazione della diaspora africana in Italia, componente del Consiglio nazionale delle diaspore.

“L’impegno è sostenere l’internazionalizzazione dell’università, che ha avviato già da tempo iniziative di rilievo ma che ora punta con decisione sull’orientamento per gli studenti che possono guardare all’Italia come polo di formazione di riferimento a livello europeo anche a partire da contesti differenti, dall’Africa, dall’America Latina o dall’Asia” sottolinea Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del gruppo di lavoro Migrazione e sviluppo del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo e presidente di Le Reseau, in un’intervista con l’agenzia di stampa Dire.
Secondo Raffaele Marchetti, Prorettore della Luiss per l’internazionalizzazione, “l’educazione cosmopolita rappresenta una mission del nostro Ateneo, che ha operato una scelta strategica per focalizzarsi sul bacino del Mediterraneo e l’area subsahariana”. Una scelta, questa, “confermata dall’aumento negli ultimi anni del numero degli studenti dell’università originari di queste regioni”. “Al fianco del reclutamento tradizionale, dal Ghana al Kenya – aggiunge il Professor Marchetti – ci sono borse garantite da aziende italiane che lavorano in Africa, come ad esempio Eni, e progetti di carattere umanitario come il Progetto Mediterraneo in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale di Emmanuele Emanuele o i Corridoi universitari realizzati insieme all’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) e finanziati con la comunità degli Alumni dell’Ateneo”.

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