Il Veneto scampa la ‘zona rossa’. Zaia: “Ma niente struscio”

Il presidente della Regione è fiducioso sulla nuova ‘colorazione’ di venerdì, e attende la nuova fornitura di vaccini Pfizer per redistribuire le dosi e andare a riequilibrare i tagli fatti questa settimana

VENEZIA – “Venerdì ci sarà una nuova classificazione, non so quale sarà, noi i dati ce li abbiamo buoni… Vedremo se da venerdì avremo zona arancione ancora o zona gialla, di certo non zona rossa“. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale. Ma se “con la zona gialla torna lo struscio nei centri cittadini poi il contagio torna a salire”, avverte Zaia.

“VENERDÌ VALUTIAMO SE RIAPRIRLE LA SCUOLA A FEBBRAIO”

I dati epidemiologici in Veneto stanno migliorando, ma non è scontato che la Regione consenta il ritorno alle lezioni in presenza per gli studenti delle scuole superiori a partire dall’1 febbraio. Lo spiega il presidente della Regione Luca Zaia, che in qualche modo lega il rinnovo dell’ordinanza che prevede la didattica a distanza alla classificazione della Regione. “Venerdì vedremo se siamo in area gialla o ancora arancione, perché anche quello è un segnale, poi valuteremo i dati“, afferma Zaia che non esclude quindi di rinnovare l’ordinanza che ferma le lezioni in presenza. Ordinanza su cui pende in realtà anche un ricorso al Tar, molto simile a quello presentato e accolto in altre Regioni, come Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
“Il ricorso sarà anche fotocopia ma mi rifiuto di pensare che le sentenze siano fotocopia”, afferma Zaia. Ad ogni modo esiste la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, pertanto “attenderò di leggere la sentenza per capire come comportarmi”, chiarisce Zaia, che promette un puntuale monitoraggio della situazione nel caso le superiori dovessero tornare alle lezioni in presenza.

“LA PROSSIMA FORNITURA DI VACCINI RIEQUILIBRERÀ I TAGLI TRA REGIONI”

La prossima settimana la fornitura di vaccini Pfizer andrà a riequilibrare i tagli che sono stati fatti questa settimana, redistribuendo le dosi tra le Regioni italiane. Questo, nonostante Pfizer abbia confermato che anche la prossima settimana la fornitura sarà ridotta, per poi tornare a regime la settimana successiva. In sostanza, quindi, le Regioni che questa settimana hanno subito tagli maggiori,

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