Silvia voleva lavorare con i disabili e voleva farlo in Sud America: ha trovato il suo posto a una manciata di km da Buenos Aires, in un paesino di campagna nato intorno ad una stazione ferroviaria. Sebastiano assiste gli anziani di una Rsa: il Covid è stata una bruttissima sorpresa, ma “non saranno certo le doppie paia di guanti o le doppie mascherine che mi faranno cambiare idea”. Angela assiste donne e minori in un Centro antiviolenza: “Finalmente non mi limito ad osservare e a lamentarmi, ma agisco per cambiare le cose”.
Silvia, Sebastiano, Angela: tre testimonianze, affidate alla rete, di una scelta tutt’altro che scontata, quella del Servizio civile universale. Scelta che presto sarà replicata da decine di migliaia di altri ragazzi come loro: i posti messi a bando prima di Natale sono 46.891, ma pochi giorni fa ne sono stati aggiunti per decreto altri 8.811, portando il totale a 55.702. “Il numero più alto degli ultimi dieci anni”, rivendica con orgoglio Vincenzo Spadafora, ministro delle Politiche giovanili.
Il termine ultimo per le domande scade alle 14 di lunedì 8 febbraio: sulla piattaforma online dedicata del sitowww.serviziocivile.gov.it i progetti tra cui scegliere, tra Italia ed estero, sono più di 3.500.
Che cos’è il servizio civile
Nasce nel 1972, come diritto all’obiezione di coscienza: alternativo alla leva e in quanto tale obbligatorio. Quasi trent’anni dopo, con la