Nella storica via del centro, i ristoratori si dicono quasi tutti contrari all’iniziativa nata sui social, ma sono inclini ad un allentamento delle restrizioni che possa dar loro una boccata d’ossigeno
BOLOGNA – Il Pratello resiste. Anche alle mobilitazioni sovversive come #ioapro, iniziativa lanciata sui social per creare una rete di ristoratori pronti ad aprire i locali, in barba a restrizioni e dpcm. Nella storica via pedonale del centro di Bologna, c’è chi condivide il sentimento di ribellione, ma non le modalità; chi è ancora indeciso sul da farsi e chi invece è fermamente contrario.
IL MUTENYE È PER LA PRUDENZA ASSOLUTA
I titolari del Mutenye, ad esempio, si dicono lontanissimi da questa proposta: “Noi siamo per la prudenza assoluta, altrimenti la pandemia non finirà mai”. Il pub, gestito in tempi ‘pre-covid’ da cinque soci e quattro dipendenti, ora è aperto esclusivamente per l’asporto fino alle 22, e al banco ci sono solo i titolari.
SAMUEL DELLA BIRRERIA BUKOWSKI È “MOLTO COMBATTUTO”
Sulla mobilitazione #ioapro, Samuel, proprietario della Birroteca Bukowski si dice “molto combattuto” sul da farsi. “È buona l’idea di ribellarsi- spiega- perché così non si può andare avanti. Io sono aperto per l’asporto dalle 16 alle 18, due ore. Ma a chi la vendi una birra artigianale in quell’orario?”. Il titolare del locale racconta di aver ricevuto dall’Inps le due tranche da 600 euro ciascuna di aiuti economici ai lavoratori autonomi, ma nessun ristoro, perché, dice, “la domanda mi torna sempre indietro”. Ora incassa in media 30 euro al giorno che non gli bastano assolutamente a coprire le spese. “Resto aperto per la mia psiche- sottolinea- per restare aggrappato ad un barlume di normalità”. La sua proposta? “Almeno prolungare la vendita da asporto fino alle 22, sensibilizzare moltissimo le persone sulle regole, e poi certo: martellare sul loro rispetto”.
PER ROBERTO DI BEER 4 BUNNIES ANDREBBE TOLTO IL COPRIFUOCO
“Se ci fosse coesione tra ristoratori e l’appoggio delle associazioni di categoria forse potrei pensare di aderire a #ioapro- spiega Roberto,