#ioapro, i ristoratori di Bologna: rispettiamo la legge ma siamo allo stremo

di Sara Forni e Federica Mingarelli

BOLOGNA – Controlli in vista per i locali che domani, a Bologna, decideranno di sfidare i divieti anti-Covid aderendo alla mobilitazione lanciata all’insegna dell’hashtag #ioapro. I numeri non si preannunciano altissimi: sarebbero una decina, finora, gli esercenti che hanno palesato l’intenzione di non rispettare le limitazioni. È da escludere, a quanto si apprende, che la protesta di questi locali possa svolgersi senza una visita delle Forze dell’ordine. Polizia locale, Questura e Carabinieri infatti hanno già concordato di mettere in campo un servizio di controllo mirato, con un duplice obiettivo: verificare cosa succederà nei locali che hanno annunciato le violazioni e, allo stesso tempo, effettuare un monitoraggio più ampio per individuare ulteriori esercenti che dovessero decidere di aderire alla protesta.

NIPPON RAMEN: “COLPITO DUE VOLTE: DAL PREGIUDIZIO E DALLA CRISI”

È cinese, cucina e prepara il ramen, tipico piatto invernale non proprio adatto all’asporto, e con i ristori economici ricevuti dal Governo non riesce nemmeno a pagare l’affitto. Nonostante questo susseguirsi di difficoltà e la “doppia beffa” però, Jiang, titolare del ristorante Nippon Ramen a Bologna, è contrario al movimento #ioapro e non ha alcuna intenzione di aderire alla protesta di domani, aprendo il suo locale al pubblico andando contro il Dpcm.

nippon ramen

“Per me è stata una batosta dopo l’altra– spiega Jiang alla ‘Dire’- prima, all’inizio della pandemia, ho perso molti clienti perché sono cinese e quindi le persone erano diffidenti e non ordinavano più la nostra cucina credendo fosse legata in qualche modo al contagio”. Una volta superato questo stereotipo, purtroppo a colpire Jiang ci ha pensato la bella stagione. Chi mangerebbe mai un brodo caldo fumante con pasta, carne e verdure in estate? Pochi, pochissimi. E così il ristorante in via San Vitale non è riuscito a fare cassa nemmeno quando sembrava, quest’estate, che la situazione emergenza sanitaria fosse migliorata e i locali si sono riempiti di nuovo. Ora che è tornato il freddo i ristoranti sono di nuovo chiusi e possono fare soltanto servizio d’asporto.

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