La protesta degli studenti del liceo in occasione della giornata di mobilitazione nazionale indetta dal comitato Priorità alla scuola per chiedere il rientro immediato nelle classi. Un flash-mob silenzioso ma molto sentito dai ragazzi: “La didattica a distanza è stata uno strumento utilissimo ma non può essere definitivo”
BOLOGNA – Gli zaini appoggiati a terra, davanti all’ingresso della scuola, ognuno con il proprio nome e la classe di appartenenza. È questa la protesta degli studenti del liceo Righi a Bologna in occasione della giornata di mobilitazione nazionale indetta dal comitato Priorità alla scuola davanti alle superiori per chiedere il rientro immediato nelle classi. Un flash-mob silenzioso e per forza di cose distanziato, ma molto sentito dai ragazzi, che in sicurezza vogliono rientrare in aula in presenza con i compagni.
Il messaggio è chiaro: basta con la didattica a distanza. Sebbene infatti la Dad sia stata “uno strumento utilissimo per limitare i contagi, è temporaneo, non può essere definitivo– spiega Eleonora Tenna, studentessa di quinta- abbiamo una necessità: tornare in classe in sicurezza… È fondamentale. La scuola è stata messa in secondo piano”. È dunque il momento di “cambiare atteggiamento nei confronti degli studenti di tutt’Italia e iniziare a mettere al primo posto la scuola, come ogni nazione sviluppata dovrebbe fare per investire nel futuro“.
Davanti all’ingresso del liceo, in viale Pepoli, ci sono una quarantina di ragazzi, ma non solo. Insieme a loro anche i genitori, che chiedono “chiarezza” sul futuro della scuola. Dopo che il rientro “era stato promesso come fattibile, anche il 22 dicembre ai tavoli in Regione, e la Regione era pronta a rientrare al 75% in sicurezza, siamo di nuovo qua- ricorda Barbara Nerozzi, del comitato Priorità alla scuola e mamma di uno studente del Righi- le scelte che sono state fatte cominciano a essere abbastanza incomprensibili”. Il problema della diffusione del contagio da coronavirus “non può essere solo delle scuole: non possono essere solo le scuole a restare chiuse.