NAPOLI – “Le linee guida che hanno ispirato il programma che ho presentato ai soci della Società italiana di Neurochirurgia sono essenzialmente improntate alla formazione ed alla conoscenza come strumenti di progresso nel campo della neurochirurgia e delle generazioni del futuro, ma anche di quelle che già praticano il campo da anni perché oggi le informazioni si aggiornano, si implementano e si stravolgono nell’arco di pochissimo tempo, non più in decenni“. Così alla Dire Paolo Cappabianca, presidente della Sinch e direttore della divisione di Neurochirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Le dorsali lungo cui si muove la Sinch – prosegue – sono legate alla collaborazione con altri settori scientifici. Oggi la neurochirurgia funzionale più che mai non può fare a meno di rapporti strettissimi con l’ingegneria, la statistica, la matematica, la radiologia. Si parla, ad esempio, di radiomica e cioè la possibilità di interpretare già dalle immagini radiologiche settori strettamente biologici e molecolari dall’analisi di campioni enormi di dati. Questa collaborazione con le altre discipline – conclude Cappabianca – non è solo benefica, è indispensabile”.
CAPPABIANCA: “GIOVANI DEVONO RESPIRARE ATMOSFERA ALTRE PARTI MONDO”
“La neurochirurgia italiana si è guadagnata una posizione di prestigio nel panorama internazionale grazie ad una attività scientifica che è stata molto apprezzata in tutto il mondo e che ha avuto la consacrazione con l’elezione di Franco Servadei a presidente della World Federation of Neurosurgical Societies (Wfns), prima volta di un italiano al vertice mondiale delle società neurochirurgiche”. La pensa così Paolo Cappabianca.
“La possibilità di ottenere un risultato del genere – spiega alla Dire – si costruisce facendo vivere i giovani nel mondo, non tenendoli arroccati nella propria struttura, nella propria sede, nelle proprie competenze che oggi sono in qualche modo limitate perché ogni centro può far bene in uno dei settori della neurochirurgia, ma non in tutti. I giovani, quindi, devono andare – conclude il presidente della Sinch – a respirare l’aria e l’atmosfera di altre parti del mondo. Sempre, tutti”.
SINCH: “TRATTARE TUMORI CEREBRALI CONOSCENDO MECCANISMI MOLECOLARI“
Per Paolo Cappabianca, presidente della Sinch e direttore della divisione di Neurochirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, “le frontiere della Società italiana di Neurochirurgia nel trattamento dei tumori cerebrali non possono prescindere dalle tecniche e dalle tecnologie,