“Sarà una catastrofe, umanitaria e generazionale”, dice Crepet

AGI – “Sarà una catastrofe. Umanitaria e generazionale. A pagare di più il lockdown saranno le nuove generazioni, anche per la disillusione che ormai si sta diffondendo relativa ai ritardi con cui viene somministrato il vaccino. I tempi sono destinati ad allungarsi”. Lo dice all’Agi Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, commentando le notizie quotidiane di persone rifugiate in casa, paralizzate dalla paura del contatto con gli altri, spesso incapaci di portare a termine banali faccende domestiche. Succede in Italia e in tante altre città del mondo, difficile tenere la contabilità del disagio metropolitano causato dal Covid. 

Fortaleza, Italia

È di oggi la storia di Barbie Furtado, 32 anni, residente a Fortaleza, in Brasile, città da 2,6 milioni di abitanti. La donna è in isolamento da oltre 265 giorni, terrorizzata alla semplice idea di mettere un piede fuori casa per fare la spesa, rivedere parenti ed amici. La nonna di Furtado e’ ricoverata dopo il contagio da Covid, quindi lei si sente in dovere di proteggere la madre e il fratello e il miglior modo per farlo, secondo lei, è non uscire. La storia è stata raccontata dal Washington Post.

L’emicrania e la stanchezza la accompagnano da mesi ormai, ma lei resiste, anche perché fuori non si può andare – “lui c’è ancora”, in riferimento al virus – e lei non si sente affatt

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