ROMA – “In questo momento di pandemia e forte crisi ci sono due certezze: la necessita’ di avere le cure e la disponibilita’ del cibo. Poprio per questo abbiamo proposto un piano di mitigazione di rischi e cambiamenti climatici, un piano che ripercorre la transizione verde che l’agricoltura dovra’ fare nei prossimi anni, la mitigazione del rischio idrogeologico e le tempistiche nel fare i progetti”. Lo ha detto Francesco Vincenzi, presidente di Anbi, Associazione nazionale dei consorzi di tutela e gestione del territorio e delle acque irrigue, durante il confronto organizzato dall’agenzia ‘Dire’ con il sottosegretario al Mipaaf, Giuseppe L’Abbate.
“Noi come consorzio di bonifica- ha aggiunto Vincenzi- abbiamo progettato oltre 4 miliardi di opere, che abbiamo messo a disposizione del Paese, opere che vanno a incrementare le infrastrutture irrigue ma vanno anche ad ammodernare e risolvere problemi antichi, che nascono spesso dall’inefficienza del sistema di invasi che, a causa anche di una normativa che non sempre coincide con le necessita’, oggi non sono nella piena potenzialita’”.
“Un altro tema che abbiamo a cuore- ha proseguito il presidente Anbi- e’ la messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico. Il ruolo dell’agricoltura nella sfida al dissesto idrogeologico e’ fondamentale. Gli agricoltori sono le vere sentinelle del territorio, in particolare nelle aree interne. Dobbiamo fare uno sforzo insieme al ministero dell’Agricoltura, al ministero dell’Ambiente e al ministero delle Infrastrutture per dare la possibilita’ al Paese, da Nord a Sud, di essere competitivo dal punto di vista delle opere, mettendo in campo una progettazione che possa ricevere risorse adeguate alle sfide del futuro: sostenibilita’ economica, ambientale e sociale. Se riusciamo a mettere insieme ministeri, Regioni, Comuni, il territorio puo’ essere una straordinaria opportunita’ per il Paese e per le nuove generazioni“.
Per il sottosegretario L’Abbate, al centro c’e’ il tema “dello scarso utilizzo delle acque reflue, in quanto prolungare il ciclo di vita dell’acqua genera impatti positivi sull’ambiente perche’ riduce i prelievi dai corpi idrici naturali e l’uso di fertilizzanti di sintesi.