Clima, Cnr e Ca’ Foscari: “In ultima era glaciale rapida scomparsa ghiacci”

ROMA – Gli improvvisi eventi di riscaldamento climatico nell’emisfero Nord, avvenuti durante l’ultima era glaciale, sono stati accompagnati da una egualmente rapida riduzione dell’estensione di ghiaccio marino nel Nord Atlantico. A sostenerlo e’ un lavoro sul paleoclima pubblicato sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ (Pnas) e realizzato da un team di ricerca internazionale di cui hanno fatto parte l’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e l’Universita’ Ca’ Foscari Venezia, e coordinato dall’Universita’ di Bergen (Norvegia).

“Tra 10 e 100 mila anni fa, durante l’ultimo periodo glaciale, l’emisfero Nord si presentava bianco a causa delle grandi calotte glaciali che avvolgevano i continenti settentrionali e dell’esteso ghiaccio marino che copriva i mari del Nord”, spiega Andrea Spolaor, ricercatore Cnr-Isp, tra gli autori dello studio, ma “il freddo clima glaciale e’ stato pero’ piu’ volte interrotto da una serie di eventi di forte e improvviso aumento delle temperature, noti come eventi di Dansgaard-Oeschger, fino a 16 gradi sulla piattaforma glaciale groenlandese”.

Le cause di questi eventi di riscaldamento, scoperti gia’ a meta’ degli anni 80 dall’analisi di carote di ghiaccio groenlandese, sono tuttora oggetto di dibattito benche’ la pubblicazione di questa ricerca abbia contribuito a una loro maggiore comprensione. “I risultati dello studio indicano infatti che la forte riduzione dell’estensione del ghiaccio marino- si legge in una nota- potrebbe essersi verificata nell’arco di 250 anni o meno, contemporaneamente all’inizio di una fase di rimescolamento della stratificazione delle acque del Nord Atlantico, causando cosi’ un forte rilascio di calore e conseguente riscaldamento atmosferico”.

“Mentre il Nord Atlantico perdeva rapidamente la copertura di ghiaccio, il calore dell’acqua oceanica veniva trasmesso all’atmosfera sovrastante, portando cosi’ ad un’amplificazione degli eventi di riscaldamento climatico in atto“, afferma Niccolo’ Maffezzoli, ricercatore Marie Curie all’Universita’ Ca’ Foscari Venezia, coautore dello studio. Per questo lavoro l’e’quipe di ricerca ha combinato insieme per la prima volta dati climatici da carote di sedimenti marini e carote di ghiaccio.

“I colleghi norvegesi hanno analizzato le due carote di sedimento prelevate nel Mare di Norvegia,

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