A Villa Tiberia nuovo breast center: con percorso ‘One stop’ pazienti mai sole

ROMA – A Villa Tiberia Hospital, nel cuore della Capitale, è nato un centro specializzato in grado di pianificare un percorso integrato per la prevenzione e la cura del tumore del seno. Il percorso si chiama ‘One Stop‘: la donna è al centro e al suo fianco ci sono gli specialisti in grado di accompagnarla, effettuare le visite e gli esami diagnostici in una sola giornata e seguirla nel follow up.
La Dire ha chiesto a Dimitrios Varvaras, chirurgo senologo, oncoplastico e oncoricostruttore, coordinatore del Breast Center, di spiegarne specificità e vantaggi per la migliore presa in carico della paziente.

Come coordinatore del Breast Center di Villa Tiberia può spiegarci come funziona il percorso ‘One Stop’ e quali vantaggi presenta alla donna che vi si rivolge?

“Abbiamo cercato di organizzare un percorso diagnostico in grado di dare risposte concrete nel più breve tempo possibile. Quando una donna si presenta da noi con un nodulo alla mammella o con delle secrezioni ematiche dal capezzolo, dobbiamo essere in grado, in una sola giornata, di dare una risposta valida per capire come affrontare il problema. ‘One Stop’ permette alla donna di eseguire in una medesima seduta una visita con il chirurgo senologo il quale, fatta l’anamnesi e l’esame clinico, insieme al radiologo senologo esegue la mammografia, l’ecografia, se serve risonanza magnetica e la biopsia“. Tutto questo garantisce “meno tempo d’attesa, un’unica visita, più specialisti, raccolta dei dati per dare risposte concrete. Nel caso di diagnosi di tumore, contestualmente alla visita, il chirurgo assieme al radiologo e all’oncologo indicherà il piano terapeutico”.

La vostra struttura prevede anche lo screening genetico? E come trattate la positività al test?

“Nei nostri percorsi, quando ci rendiamo conto che c’è familiarità o la donna ha avuto la patologia sotto i 40 anni, chiediamo sempre la consulenza genetica e sarà il nostro genetista a decidere se eseguire il test o meno. Qualora la risposta fosse positiva dobbiamo informare bene la signora su cosa vuol dire positività perchè questa non significa presentare la patologia, ma corrisponde ad un aumentato rischio di ammalarsi. La paziente potrà scegliere la sorveglianza clinico-strumentale,

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