Stallo affitti a Milano, superbonus del Comune per spingere i canoni concordati

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Di Leonardo Petrini

MILANO – Milano e il canone concordato non vanno d’accordo. Di sicuro non vanno d’amore: solo 55 i contratti di questa tipologia portati a termine da maggio a settembre 2020 da “Milano Abitare”, l’agenzia sociale per la locazione all’ombra della Madonnina. Per un totale di 1.529 da quando il progetto ha avuto avvio. La gran parte di essi è stata stipulato tra il 2018 e il 2019, quando il servizio ha visto crescere di molto la domanda. Il lockdown ha però fermato la locomotiva. E le cose non sembrano cambiare neanche ora che converrebbe proprio a tutti. Proprio per questo l’ultima idea della Giunta comunale è un intervento mirato a ridare slancio a questa particolare tipologia di contratto.

“La situazione affitti a Milano non è delle migliori. Durante il primo lockdown avevamo stanziato un contributo di 1.500 euro per nucleo familiare, al fine di aiutare le persone in difficoltà nei pagamenti. Oggi la strategia è diversa. La nostra intenzione – annuncia l’assessore alle Politiche sociali ed abitative Gabriele Rabaiotti -non è di intervenire sugli appartamenti già inseriti nel mercato libero, ma di portare gli appartamenti in questo momento sfitti a sposare la formula del canone concordato. Per raggiungere questo obiettivo utilizzeremo un superbonus”.

Le parole dell’assessore sono la dimostrazione di come l’emergenza Covid-19 stia influenzando il mercato affitti di tutta Italia. Milano rappresenta la punta dell’iceberg di questo fenomeno. Basti guardare gli ultimi dati di Immobiliare.it, secondo cui l’offerta nel capoluogo lombardo ha subito un impennata improvvisa nell’ultimo anno: +68,7% da marzo a settembre 2020 per gli appartamenti interi, +290% da gennaio ad agosto per le stanze. Al contrario, la domanda è salita in minima parte: +0,5 % da marzo a settembre 2020 per quanto riguarda le case, +25% su base annuale se si parla di stanze.

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