VIDEO | Da Judy Chicago a Guerriglia Girls, il primo fumetto su ‘Feminist Art’

ROMA – I fiori celebrano, omaggiano, decorano, arricchiscono, lusingano, sono tradizionalmente legati al femminile. In ‘Feminist Art’, il nuovo fumetto pubblicato a settembre per Centauria edizioni al centro di uno degli incontri online del festival del fumetto Bande de Femmes (5-8 dicembre), le protagoniste li comprano e li imbracciano, nella tavola finale li lanciano in una manifestazione, in un gesto di protesta. E da ‘easter egg’ nascosto tra le righe in omaggio a Virginia Woolf, con Judy Chicago nei panni della ‘Mrs Dalloway’ del famoso incipit “i fiori sarebbe andati a comprarli lei”, quegli stessi fiori diventano nella tavola finale del quarto capitolo “una specie di molotov”, cambiando colore quasi “fossero pieni di fuoco”. Eva Rossetti, disegnatrice e autrice di ‘Feminist art’ assieme a Valentina Grande, descrive così all’Agenzia di stampa Dire lo spostamento di senso compiuto sul bouquet che accompagna le donne raccontate nel primo libro a fumetti sull’arte femminista mai pubblicato in Italia. 

“Sentivo una grandissima responsabilità”, confessa Grande, docente, autrice e conduttrice radiofonica dei programmi di letteratura ‘Simply Salinger’ e ’42 la risposta’ in onda su Radio Onda d’Urto e Radio Città Fujiko. “Qui non c’era solo il mondo femminista che non volevo deludere- chiarisce- c’era anche il pubblico generalista che non sa nulla di arte femminista. Abbiamo dovuto far passare contenuti corretti, senza tradirne il messaggio politico“. 

ARTE FEMMINILE E ARTE FEMMINISTA

Sì perché è proprio il messaggio politico a distinguere l’arte femminile da quella femminista. E raccontare questa differenza, è uno degli obiettivi di ‘Feminist Art’, perseguito narrando le storie di Judy Chicago, Faith Ringgold e Ana Mendieta, artiste che si sono dette femministe, in quello sforzo di definizione e rappresentazione come donne, e donne artiste, che è l’altro fil rouge del volume. “I primi tre capitoli sono dedicati a queste tre singole artiste, mentre il quarto al collettivo delle Guerrilla Girls- spiega Rossetti, diplomata alla Scuola Romana dei Fumetti che con Grande ha già lavorato in ‘Il mio Salinger’- Una scelta che mi è piaciuta molto- riprende- perché il libro parte raccontando le esigenze di singole artiste che in una specie di percorso diventano universali”.

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