ROMA – ‘Covid -19, dall’epidemiologia al vaccino‘ è il talk che ha riunito importanti personalità del mondo scientifico quali: Massimo Ciccozzi, Paolo Arullani, Nicola Petrosillo e Giorgio Minotti che ha avuto il merito di fare un quadro dagli esordi della pandemia ad oggi dove la corsa al vaccino è il tema più dibattuto nelle ultime ore. Si è parlato anche degli studi pubblicati sulla rivista New England e in particolare ‘Randomized Trial of Convalescent Plasma in Covid-19 Severe Pneumonia‘ e ‘A cluster-randomized trial of Hydroxychloroquine for prevention of Covid-19‘ dove viene reso noto come i trattamenti con Rendesivir, l’idrossiclorichina e la plasmaterapia non funzionano ma che ad oggi sono le terapie più usate. Nel particolare il professor Massimo Ciccozzi, Epidemiologo del Campus Bio-medico di Roma ha dimostrato il lavoro portato avanti dagli esordi della pandemia e all’agenzia di stampa Dire ha dichiarato a tal proposito: “Ieri ho potuto far vedere che il virus muta, l’ultima mutazione che abbiamo visto è per la precisione una delezione nella proteina Nsp1 e ho ribadito che la DG614 corrisponde alla famosa mutazione che è stata rilevata sulla proteina spike. Tale mutazione, questa è stata la nostra ipotesi, aumentava la contagiosità del virus. Sempre un articolo pubblicato su Nature ha validato, una settimana fa, questa ipotesi su modelli sperimentali sia su cellule che su animali. Si è visto che il virus che presentava questo tipo di mutazione agiva nell’essere molto più pericoloso a livello di infezione almeno 13 volte maggiore rispetto ai ceppi non mutati”.
“Ho spiegato la storia della pandemia cioè quello che è successo in Italia da un certo periodo in poi. In particolar modo mi sono soffermato dal 31 maggio, quando la curva del contagio è scesa, da lì in poi avremmo dovuto rinforzare la medicina territoriale ma ciò non è stata fatto. Poi è stato registrato quello che può esser definito come ‘effetto vacanze’ che ha prodotto a settembre una curva in salita ma lineare e non esponenziale. In questo periodo le persone potevano essere tracciate poi si è perso il tracciamento. Da settembre sono partiti i focolai epidemici a cluster epidemici quindi la pandemia si è sparsa a macchia di leopardo.