Malattia di Crohn e colite ulcerosa, è allerta per le donne su fertilità e menopausa

ROMA – La Medicina di genere è al centro dell’XI Congresso IG-IBD in corso online in questa settimana. Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali MICI (o IBD – Inflammatory Bowel Diseases secondo l’acronimo anglosassone) sono patologie infiammatorie croniche dell’intestino e si distinguono in Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa. È quanto si legge del Congresso IG-IBD di questi giorni. Le MICI, infatti, riguardano soprattutto la popolazione giovanile, con un picco d’esordio generalmente compreso nella fascia tra i 15 e i 40 anni, con un 20% di casi addirittura già in età pediatrica. Intervengono dunque nei momenti di costruzione della persona sotto il profilo fisico, psichico e macrosociale, condizionando ogni ambiente, dalla scuola al lavoro, senza dimenticare il ruolo sociale e la vita familiare che ciascun individuo costruisce nei suoi anni giovanili. Per la donna, inoltre, significa avere un impatto sulla sua sessualità, dalla pubertà alla gravidanza, fino alla menopausa. Recenti studi hanno dimostrato che sembrano esserci piccole differenze nella loro incidenza a seconda del genere, con una leggera predominanza nel sesso femminile per quanto riguarda la malattia di Crohn.

BENESSERE SESSUALE A RISCHIO

“Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa possono interferire nella donna sia per quanto riguarda la salute che sul cosiddetto benessere sessuale- spiega la Prof.ssa Mariabeatrice Principi, Professore Associato di Gastroenterologia presso l’Università di Bari- queste malattie possono interferire sulla possibilità di avere un rapporto completo e appagante e sulla possibilità di vivere bene la propria sessualità. In quest’ultima rientrano diversi elementi: anzitutto, gli aspetti relativi “all’immagine corporea” che può essere alterata, ad esempio, da una cicatrice chirurgica, dalla presenza di una stomi, da una malattia perianale, dalla condizione di malnutrizione o obesità; può coesistere, inoltre, anche un’alterazione dell’umore come ansia e depressione, che opera un effetto importante sull’immagine corporea e sul benessere sessuale”.

DALLA FERTILITÀ ALLA MENOPAUSA: RISCHI CONCRETI ED EFFETTI PSICOLOGICI

“In caso di malattia non attiva, la fertilità della donna affetta da Malattia di Crohn o Colite Ulcerosa è uguale a quella della popolazione generale- sottolinea la Prof.ssa Principi- Qualora la malattia fosse attiva, ci potrebbe invece essere una riduzione della fertilità, sebbene ancora non si abbiano evidenze scientifiche eloquenti, ma un dato significativo fa emergere che le donne con IBD abbiano meno figli.

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