VIDEO | Cricelli (Simg): “Per la medicina territoriale non basta l’arte di arrangiarsi”

ROMA – “È come se a un negozietto di campagna si fosse chiesto di avere un assortimento da grande distribuzione, da struttura ad alta intensità di cura. Questo è stato chiesto ai medici di famiglia”. A fare il paragone per spiegare le difficoltà della medicina territoriale è Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, SIMG, che evidenzia le criticità del sistema subite dai medici di medicina generale ma anche la grande elasticità con cui gli stessi professionisti hanno reagito. L’arte di arrangiarsi, insomma, per superare la missione quasi impossibile di far funzionare la medicina sul territorio nel pieno della seconda ondata Covid, quando si sarebbe potuto agire e organizzare una gestione migliore.

– Professor Cricelli, come sta funzionando la medicina territoriale?

“Il Covid per qualche momento ci ha fatto accantonare i problemi di una popolazione da assistere che è per lo più anziana, numerosa e di cui non dobbiamo dimenticarci, anche perché sono i più colpiti dal virus. Poi c’è un livello di tempesta assoluta, incontrollabile ed imprevedibile almeno agli esordi, che e’ stata la gestione dell’emergenza. In parallelo a tutto questo c’è stata la necessità di comunicare con i pazienti e di far capire loro come affrontare la situazione: le difficolta’ di avere le ricette, di parlare con il medico, di ricevere una visita. I nostri medici erano da soli, a volte con una infermiera. Siamo passati da dieci telefonate al giorno a centocinquanta al giorno, di pazienti che oltre le proprie patologie hanno avuto sindromi sospette Covid o, peggio, sono stati casi Covid; una condizione di solitudine e vulnerabilità che è stata lasciata alla nostra totale gestione. A questo si sono aggiunti i problemi sui ritardi del vaccino antinfluenzale, la necessita’ di eseguire i tamponi ed, in ultimo, quella che sarà l’individuazione e la selezione dei pazienti fragili ai quali fare per primi il vaccino anti-Covid. Immaginiamo che a un negozietto di campagna si chieda di avere un assortimento da grande distribuzione, da struttura ad alta intensità di cura. Questo ù stato chiesto ai medici di famiglia. Malgrado tutto questo i medici hanno mostrato flessibilità e hanno usato quello che in Italia,

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