Se Google sa più del medico: pro e contro dell’Intelligenza artificiale

ROMA – Una giornata di approfondimento sui temi legati all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario con una serie di interventi di esperti moderati dalla vice presidente di Anorc Professioni, Sarah Ungaro, per offrire un quadro completo del fenomeno, dalle iniziative in essere per lo sviluppo della IA in Italia alle linee guida etiche indicate dall’Ue, dai principi di machine learning alle questioni legate alla protezione dei dati personali, alla sicurezza dei dispositivi (come i robot per la chirurgia o i wearable) e il flusso di dati che essi generano. Infine, gli aspetti giuridici legati alla funzione di controllo dei sistemi e i possibili scenari in caso di errore. Questo è stato il webinar ‘L’Intelligenza Artificiale a servizio della Sanità‘ andato in streaming lo scorso 20 novembre sul canale YouTube di Anorc. 

La prima ad intervenire è stata Enrica Massella Ducci Teri, responsabile Servizio Gestione Ecosistemi Area Trasformazione Digitale presso AgID, sul tema del fascicolo elettronico sanitario e delle regole di interoperabilità. “Il lavoro che è stato fatto finora- ha detto la dottoressa Massella- ha portato a realizzare l’infrastruttura nazionale e a far sì che tutte le regioni si siano dotate del fascicolo sanitario elettronico che è stato sviluppato coerentemente secondo regole di interoperabilità comuni. Attualmente, anche grazie al decreto rilancio che ha previsto proprio una serie di misure per agevolare l’attivazione e la diffusione del fascicolo elettronico sanitario. Il fascicolo- ha aggiunto- sta rappresentando il punto di convergenza di una grande ricchezza di informazioni. Ma occorre passare dalla logica del documento alla logica del dato. Da sempre si è lavorato affinché questa enorme mole di dati che via via sta crescendo possa poi essere messa a disposizione dello stesso sistema sanitario nazionale, ma soprattutto del mondo della ricerca. Riguardo alla sicurezza dei dati- ha continuato Massella- in tutte le iniziative che vengono portate avanti c’è il costante raccordo con il Garante della Privacy perché la sicurezza informatica è da sempre il punto di attenzione massimo. Ora- ha proseguito- è necessaria la standardizzazione dei documenti secondo il formato che è stato stabilito a livello europeo. È importante che il fascicolo rivesta un ruolo centrale in quanto è il punto unico di accesso delle informazioni critiche dell’assistito e può servire ad arrivare a cure sempre più personalizzate soprattutto per i pazienti cronici.

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