SPECIALE DONNE E SCIENZA | Marie-Héléne Rio, ingegnera, ha lavorato per vent’anni in Francia ed è ora in forze al centro Esa di Frascati
ROMA – Scruta i fondali e le acque dall’alto, intercetta le correnti marine e scrive la storia degli oceani in relazione a Terra, atmosfera e ghiacciai. Professione: oceanografa spaziale. Marie-Hélène Rio, ingegnera francese, da due anni è in forze alla sede di Frascati dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea. Lì si studia la Terra vista con gli occhi dei satelliti. L’ingegner Rio ci è arrivata dopo vent’anni da ricercatrice in una filiale del Centro spaziale francese.
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“Quando mi sono iscritta all’Università, in Francia, a Ingegneria eravamo solo dieci donne su 120 studenti…”, racconta all’Agenzia Dire. “Fa parte della nostra cultura: io sapevo, facendo un percorso di ingegneria, che sarebbe stato così. Questo dovrebbe cambiare. Penso che forse oggi un po’ sia cambiato”, ragiona Rio. “All’ultimo anno di università, mi sono specializzata sulle tecniche di osservazione spaziale della Terra. Poi ho fatto un master in oceanografia, e infine un master in oceanografia spaziale sull’uso dei dati”. Quindi, vent’anni di ricerca scientifica. “Sono stata per alcuni anni responsabile di un gruppo di ricerca di otto persone e sei di queste erano donne. Quando sono arrivata all’Esa due anni fa, in Italia, ho trovato un gruppo di lavoro in cui su 25 persone le donne erano solo quattro. E devo dire che all’inizio mi sono dovuta un po’ ri-abituare, mi ha fatto un po’ effetto”.
Qual è la squadra migliore per lavorare? “Io- risponde Rio- penso che né l’una né l’altra siano squadre perfette. La cosa più ricca è avere un equilibrio, una diversità. Ovviamente uomini e donne hanno modi diversi di lavorare e di pensare, di relazionarsi. Queste differenze ci possono solo arricchire. Se siamo un gruppo o di soli uomini o di sole donne il rischio è che si rimanga soli con i propri codici,