Nel Pd scoppia la guerra, il Conte ‘grillino’ ride e Renzi gode

ROMA – Solo a raccontarla non ci si crede. Da giorni da parte del Pd è in atto un forte pressing sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, perché in questo momento difficile prenda l’iniziativa per rilanciare squadra e azione di Governo, e uno dei suoi dirigenti fa saltare la manovra che doveva portare ad una verifica di maggioranza, in questo modo non solo rafforzando ma liberando il premier da qualsiasi impegno. E nel Pd adesso volano coltelli e stracci.

Tutto inizia con il vicesegretario Dem, Andrea Orlando, che salta sulla sedia leggendo l’attacco durissimo della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, al presidente della Puglia, Michele Emiliano, per aver chiuso le scuole nella sua regione. Orlando mette in rete una dichiarazione di guerra alla ministra, accusandola di non saper leggere il decreto del Governo che, al contrario, stabilisce che i presidenti di Regione possono prendere misure più restrittive di quelle decise dal Governo nazionale.

Passano pochi minuti e arriva l’appoggio pieno di Dario Franceschini, capo delegazione Dem nel Governo. Tradotto: la ministra Azzolina è nel mirino, il Pd la considera non all’altezza, e quando ci sarà la verifica…

Passa poco tempo e il presidente dei senatori Dem, Andrea Marcucci, prende la parola in aula per dire in faccia al presidente del Consiglio che lo ascolta stupito, e cala il gelo: “Presidente Conte valuti se i singoli ministri sono adeguati all’emergenza, apra la verifica, abbiamo bisogno di una maggioranza coesa, ancora a Lei l’onore di aprire all’opposizione, trovi lei il luogo dove confrontarsi costantemente con il Parlamento”.

Apriti cielo. Tra i Dem un parlamentare sbotta: “Renzi e Italia Viva al Senato hanno due capigruppo, Faraone e il Dem Marcucci“. Puro veleno. A seguire la presa di posizione ufficiale del segretario Pd, Nicola Zingaretti, costretto a ribadire che “il sostegno del Partito Democratico a questo Governo e ai suoi ministri e’ pieno e totale. Non in discussione. Posizione ribadita, tra l’altro, all’unanimita’ alcune ore fa dalla direzione nazionale sul voto della mia relazione”.

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