I lavori consiliari odierni si sono concentrati sul dibattito sulla mozione di sfiducia nei confronti del Segretario di Stato per la Giustizia e la Famiglia, Massimo Andrea Ugolini, presentata dai 15 consiglieri di Repubblica futura e Libera. In apertura, l’indirizzo di saluto degli Ecc.mi Capitani Reggenti, Alessandro Cardelli e Mirko Dolcini, in occasione della prima sessione consiliare del loro mandato reggenziale. Bypassato il comma comunicazioni, in cui si è avuto un solo intervento, si è aperto il comma 2 cui sono previsti 62 interventi. Ad aprirlo Maria Katia Savoretti, Repubblica Futura, e Eva Guidi di Libera che hanno dato lettura della mozione di sfiducia. Sei i punti su cui fa leva la richiesta, due dei quali tirano in ballo la lettera del Segretario generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejcinovic Buric e quella del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, indirizzate al governo, entrambe, secondo i firmatari, dai toni allarmati sulla situazione della giustizia sammarinese. La mozione riporta anche le denunce sottoscritte da diversi magistrati del tribunale sammarinese, quella del 17 luglio 2020, inviata al Consiglio d’Europa, per”la violazione dello stato di diritto e delle più elementari norme che regolano l’ordinamento giudiziario” e quella del 31 luglio scorso per “l’emergenza democratica” in corso sul Titano. Per tutti i sei motivi esposti nella mozione “appare non più rinviabile la rimozione dal proprio ruolo del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini- termina il testo- il quale si è dimostrato largamente inadeguato a ricoprire un ruolo tanto importante quanto delicato”.
“Oggi si pensa di mettere una ‘tappo’ a tutto ciò, con la nomina del dirigente del tribunale, Giovanni Canzio, come nulla fosse successo”, lamenta Guidi. E se sul neodirigente non sono avanzate critiche, anzi, a lui l’opposizione stessa ripone fiducia “perché riporti l’equilibrio al nostro martoriato tribunale”, d’altra parte, il capogruppo di Libera punta il dito su “governo e maggioranza che per ben 10 mesi di legislatura hanno catalizzato i propri interessi sul tribunale a scapito di mettere nuove energie per il bene del Paese e contravvenendo alle raccomandazioni dell’Alto commissariato dei diritti umani,