Il Poranceto “non è un bosco qualsiasi“, perchè si parla di “un luogo monumentale, solenne e fantastico al tempo stesso”, racconta David Bianco, responsabile dell’Area ambiente dell’Ente parchi. A cospetto di questo patrimonio, “da un lato noi vogliamo conservare ma dall’altro siamo costretti ad accendere la motosega“, continua Bianco: perchè “se non intervenissimo quel castagneto sarebbe condannato” e questo è un elemento “che va comunicato, perchè quando si accendono le motoseghe qualcuno giustamente si preoccupa”.
Il problema è che i giganteschi castagni più vecchi, piantati anche diversi secoli fa, soffrono la concorrenza dei ‘colleghi’ più giovani e selvatici. In più, si sono indeboliti per la mancanza delle tradizionali potature di alleggerimento. Problemi nati a partire dagli anni ’60, spiega l’Ente parchi, quando il boom economico favorì lo spopolamento dell’Appennino. Il risultato è che oggi i castagni secolari cadono uno ad uno, molti sono già morti in piedi e quando il vento tira forte si susseguono gli schianti. Da qui la decisione di eliminare molti degli alberi più giovani: un taglio non produttivo, sottolinea l’Ente parchi, che non comporterà vantaggi economici.
L’obiettivo è “salvaguardare un patrimonio unico per il nostro territorio”, dichiara il presidente dell’Ente, Sandro Ceccoli: “Non si tratta solo di donare nuova vita agli alberi ma anche di sviluppare attorno ad essi attività di carattere educativo, culturale, ambientale, musicale e scientifico in un’ottica di partecipazione di tutta la comunità”. L’Emilia-Romagna è una terra “ricca di parchi e aree protette ma fortunatamente anche di persone che se ne prendono cura e concretamente mettono in campo progetti che le valorizzino”, sottolinea l’assessore regionale alla Montagna, Barbara Lori. Anche guardando alla necessità di contrastare il cambiamento climatico, “la prima cosa che dobbiamo fare è prenderci cura dei luoghi di pregio già presenti che rappresentano- aggiunge Lori- una grande opportunità di conservazione ma possono dare anche anche uno straordinario contributo dal punto di vista culturale e paesaggistico”. Quelli interessati dall’intervento sul Poranceto “sono territori su cui è necessario investire perchè rappresentano elementi di qualità che caratterizzano il nostro Appennino e possono diventare poli di attrazione turistica”,