BOLOGNA – Se a cambiare le cose non sono le grandi multinazionali che gestiscono i servizi di consegne a domicilio, allora a mettersi in moto- anzi, in bici- è la città stessa, proponendo un modello alternativo del servizio, più sostenibile e con maggiori tutele per i lavoratori. Si tratta di ‘Consegne etiche’ progetto avviato durante il lockdown a Bologna, e che dopo mesi di confronto tra associazioni e cittadini, sarà attivo dall’1 ottobre, grazie alla collaborazione tra Fondazione per l’Innovazione urbana e Comune di Bologna.
Per ‘Consegne etiche’ si intende un “servizio di consegne a domicilio alternativo che garantisca tutele, lavoro degno ai fattorini, attenzione alle relazioni con i commercianti locali e all’ambiente”, spiega Simona Larghetti, referente di Dynamo, cooperativa già attiva nel settore delle consegne con cargo bike, e presidente della Consulta della bici. A consegnare i prodotti a casa (per ora) saranno proprio 12 riders di Dynamo e quattro di Idee in movimento, altra cooperativa che durante il lockdown ha dato vita (insieme ad altre realtà, ndr) al progetto ‘Staffette alimentari partigiane’, dando supporto a persone bisognose.
Per adesso il progetto sarà avviato in via sperimentale, ma l’obiettivo è creare un vero e proprio sistema integrato, con tanto di app per smartphone. Tra gli intenti di ‘Consegne etiche’ c’è quello di “assicurare nove euro netti l’ora e tutte le tutele che un lavoratore dovrebbe avere” ai ciclofattorini, che invece in media percepiscono circa 5,50 euro all’ora (ma molto spesso anche meno) lavorando per altre piattaforme. Tutti i fattorini di ‘Consegne etiche’ invece, garantiscono i promotori del progetto, saranno assunti con contratto regolare, e oltre ad uno stipendio fisso, godranno anche delle tutele assicurative; altro diritto tanto reclamato, quanto spesso negato, dai riders che lavorano per le grandi piattaforme internazionali.
‘Consegne etiche’ non solo va incontro ai fattorini, ma sarà conveniente anche per i commercianti del territorio. Se infatti normalmente i negozi devono rendere circa il 30% della consegna alla piattaforma che gestisce la commissione, ‘Consegne etiche’ vuole “garantire trasparenza ed equità nelle transazioni,