VIDEO | La prevenzione è nel Dna del pediatra: ‘Napule è’ mette al centro le famiglie

ROMA – Nel Dna di ogni pediatra c’è la prevenzione. “L’espressione ‘Pediatria Preventiva’- spiega Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)- la usiamo come rafforzativo dell’attività del pediatra di base, sempre pronto a volgere uno sguardo al sociale, ovvero all’interno della famiglia. Il pediatra non è lo specialista di un organo o di un apparato, ma è il medico del bambino e di tutta la famiglia, nonni compresi”. Tuttavia il pediatra “sa fare molto bene il lavoro su diagnosi e terapia, ma deve alzare l’asticella nel sociale perché le problematiche sono diverse e le famiglie di oggi sono cambiate: le separazioni sono in aumento, i bambini spesso crescono con un solo genitore e poi c’è tutta l’area della disabilità, della cronicità e del bambino migrante”. La SIPPS è consapevole di questa sfida e la mette al centro degli obiettivi di ‘Napule è… Pediatria preventiva e sociale’, la tre giorni di formazione destinata ai pediatri italiani e in programma in live streaming sulla piattaforma digitale Health Polis, iDea Congress dal 18 al 20 settembre. 

“Non si possono chiudere gli occhi- avverte Di Mauro- il pediatra faccia uno sforzo nel sociale perché le famiglie ce lo chiedono e se lo aspettano”. E in questo lavoro il territorio riveste un ruolo centrale: “Per fronteggiare la pandemia dobbiamo rafforzare e mantenere alta l’attenzione sul territorio. Sono stati fatti investimenti economici, costruiti nuovi ospedali e rafforzate le risorse umane, perché oggi siamo certi che la partita la giochiamo in questi ambiti. Possiamo non far saltare il sistema sociale se tutti facciamo la nostra parte: genitori, insegnanti, istituzioni e pediatri- continua il presidente della SIPPS- ci sono percorsi e progetti precisi da seguire per dare risposta alle famiglie che, soprattutto negli ultimi mesi, sono state messe a dura prova e sono esasperate”. Ad esempio, “con l’apertura delle scuole, se saltasse il sistema e i bambini sospetti di aver contratto il Coronavirus fossero costretti a restare a casa più del necessario,

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