Com’è andata la riapertura delle scuole con la paura del virus

Con emozione e un po’ di ansia oltre 5 milioni e 600 mila studenti e studentesse sono tornati a scuola oggi in 13 regioni per la ripresa dell’attività didattica. In totale saranno 8,3 milioni, quando rientreranno tutti.

Una ripresa che è filata via abbastanza ‘liscia’ ma i nodi sul tappeto restano numerosi, dalla consegna dei nuovi banchi che marcia lenta, agli organici non coperti, agli spazi ridotti, alle mascherine che non sempre ci sono o non vengono indossate correttamente.

“Questo sarà un anno complesso“, ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che nel pomeriggio ha inaugurato l’anno scolastico a Vo’ Euganeo assieme al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà, se ognuno farà responsabilmente la propria parte”.

Anche la vice ministra Anna Ascani ha sottolineato che “sono stati mesi difficilissimi, di lavoro, di problemi e ostacoli da superare, ma l’importante è che l’Italia intera abbia riscoperto la centralità della sua scuola”.

I presidi, molto critici nelle scorse settimane, oggi hanno allentato l’ansia e tirato un sospiro di sollievo. “È andato tutto bene”, hanno confermato molti di loro, e il presidente dell’Anp nazionale, Antonello Giannelli ha riferito che “il clima e’ stato sereno”. Ma le criticità restano: “Finora sono stati consegnati soltanto 200 mila banchi, pari all’8% del totale. Restano due milioni e 200 mila banchi che devono ancora essere recapitati agli istituti”.

La situazione più critica si è verificata in Lunigiana: mezz’ora di scuola e poi una classe di diciotto bambini è finita al completo in quarantena. È successo che in una elementare di Fosdinovo, questa mattina, un’alunna ha ricevuto il risultato di un tampone effettuato nei giorn

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