ROMA – Accampamenti di fortuna e roghi tossici. I nomadi sgomberati l’11 agosto scorso dall’insediamento tollerato sulla Tangenziale est di Roma non sono spariti nel nulla, sono ancora nei paraggi. Non tutti, ma una buona parte. “Dopo lo sgombero abbiamo visto un incremento importante di rom e senza casa, se ne stanno sotto il Ponte delle Valli.
Il problema e’ che riempiono la zona di rifiuti”, raccontano i cittadini. Ed eccoli accampati sotto il ponte che collega il Quartiere africano a Conca D’oro. Lungo la ciclabile che costeggia il fiume Aniene basta fare pochi passi per incappare in spazzatura, baracche e nascondigli. Per capire dove sono finiti parte dei 250 ex ospiti del campo basta seguire la pista dei rifiuti.
La stazione Nomentana non e’ piu’ la stessa, all’esterno, in cima alla rampa che conduce ai binari c’e’ un capannello. Sono all’ombra del piccolo giardino, a fianco all’ingresso della stazione, su viale Etiopia. Le donne stazionano con dei passeggini, dentro ci sono rifiuti in metallo e altri oggetti ripescati dai cassonetti.
Arrivano alla spicciolata, sono una decina. Si salutano. È chiaro che hanno appuntamento li’, dove qualcuno tira fuori qualcosa da mangiare e si puo’ trovare riparo dal caldo. Poi un ragazzo, finito il pasto, prende gli scalini della stazione ed entra.
Seguendolo si scopre il suo alloggio.
Prima si attraversa tutta la stazione fino a via Val D’Aosta, incrocio via Valdarno, e sulla sinistra un grande parcheggio e’ la casa di una maxi discarica. Bici, giocattoli, pezzi di arredamento, vecchie foto, vestiti. C’e’ di tutto. C’e’ anche una scala per scavalcare il muretto di cinta e accedere direttamente ai binari.
Ma non e’ tutto. Seguendo i rifiuti si arriva ad un passeggiata tra l’erba alta consumata dai passi e quindi sotto il Ponte delle Valli, sulle sponde del fiume Aniene. La ciclabile costeggia piccole aiuole curate da cittadini e associazioni della zona, che solo a giugno avevano adottato e ripulito un tratto di verde lasciato all’abbandono.