I lavori produrranno complessivamente circa 1.200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, verranno spostate dal sito e inviate a recupero. Il processo complessivo durerà fino al 2027 per un investimento di 278 milioni di euro e cambierà definitivamente lo skyline dell’edificio reattore.
“L’edificio reattore- spiega Agostino Rivieccio, responsabile disattivazione della centrale di Latina- in questa fase si abbasserà coi lavori da 53 a 38 metri. Circa il 93% delle 319mila tonnellate di materiale con cui è stata costruita la centrale sarà recuperato“.
Radioattivo il restante 7%, pari a 19.160 tonnellate. Sogin infatti è incaricata anche della minimizzazione del quantitativo di rifiuti radioattivi prodotti, della separazione, riutilizzo e invio a recupero dei materiali metallici e del calcestruzzo, del riutilizzo di edifici e aree inizialmente adibite ad altro uso, dell’efficientamento mediante riduzione dei consumi energetici con utilizzo di componenti ad alta efficienza, dell’attuazione di politiche di miglioramento delle performance ambientali.
“Un giorno positivo”, commenta il sindaco di Latina Damiano Coletta. “Con Sogin portiamo avanti il ristoro sul territorio e l’evento di oggi è un momento molto significativo. Molto importante- aggiunge il sindaco- il messaggio di economia circolare e sostenibilità ambientale che emerge dalla giornata di oggi”.