ROMA – “Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni”. A dirlo potrebbe essere anche un normale cittadino che negli ultimi mesi ha sperimentato sia la costrizione a casa, che la paura dell’invisibile, dell’ignoto, scatenata dalla pandemia Covid-19. Invece e’ l’Amleto di Shakespeare a pronunciare queste parole. “Durante l’isolamento le nostre case, piccole o grandi, sono diventate i nostri castelli nei quali eravamo rinchiusi a forza. Anche Amleto narra una vicenda simile: un principe chiuso in un castello, che non esce. Durante la quarantena ho ripensato al principe di Danimarca perche’ c’erano delle analogie nella sua tragicita’ e posso confermare che Shakespeare abbia costruito il suo personaggio usando le caratteristiche del segno piu’ complesso di tutti, il dodicesimo, e che racchiude tutti: i Pesci”. Una originale similitudine quella offerta da Enrico Petronio, attore e autore del libro ‘Le dodici stelle di Shakespeare‘, pubblicato da Emersioni di Lit Edizioni, per analizzare quanto abbiamo vissuto da marzo in poi in chiave shakespeariana. In questo testo lo scrittore decide di fare l’oroscopo ai personaggi inventati dal Bardo.
“Perche’ come il genio di Picasso si esprimeva usando il rosso, il bianco, il verde, il blu e il marrone, cosi’ Shakespeare si e’ espresso adottando una griglia molto precisa: costruisce le personalita’ dei suoi personaggi secondo le caratteristiche dei segni zodiacali”, rimarca ancora Petronio. Cosa ha, dunque, di potente questo Amleto nato sotto la stella dei Pesci? “L’immaginazione. Secondo l’astrologia ufficiale i Pesci sono il segno dell’ultra umano, dell’aldila’ del mondo, della morte. Amleto e’ l’unico fra i personaggi Shakespeariani che dialoga quasi serenamente con i defunti. Il tema della morte nell’Amleto torna in ogni pagina, ma non e’ angoscioso. Il lockdown nella sua tragicita’ e’ stata un’ottima occasione per tuffarsi in questo mare. Proprio con l’elemento dei Pesci Amleto definisce la vita: un mare di guai. E se e’ vero che i Pesci sono il regno del silenzio, anche interiore, questo mare scurissimo ritorna nell’ultima battuta del principe prima di morire: ‘Il resto e’ silenzio’”.