Cosa succedeva nella caserma dei carabinieri di Piacenza?

Due stazioni mobili e otto carabinieri: è la soluzione approntata dall?Arma per far fronte alla gestione del presidio dopo il sequestro e gli arresti nella caserma di Piacenza Levante. Venerdì cominceranno  gli interrogatori di garanzia dei sei carabinieri arrestati (cinque in carcere e uno ai domiciliari) nell’ambito dell’indagine che ha portato anche al sequestro dell’immobile di via Caccialupo.

Secondo l’accusa, e le intercettazioni contenute nell’imponente ordinanza di 900 pagine sembrerebbero confermarlo, i carabinieri si sarebbero resi protagonisti di pestaggi, spaccio di droga, arresti illegali, festini con escort. “Non c’è stato quasi nulla di lecito in quella caserma”, ha detto il procuratore capo, Grazia Pradella aggiungendo poi che “gli illeciti più gravi contestati sono stati commessi in pieno lockdown con disprezzo delle più elementari regole di cautela” disposte dal governo.

La città emiliana, al confine con la Lombardia, è stata una delle più colpite dal coronavirus per la sua vicinanza con il primo focolaio di Codogno. Ai militari dell’Arma, vengono contestati, a vario titolo i reati di: traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso di ufficio, falsità ideologica commessa da

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