Parla Berlusconi, Salvini si arrabbia e Conte adesso corre

Niente da fare, Berlusconi è sempre Berlusconi. Il Cavaliere ha cominciato come ‘non politico’ ma nel corso degli anni ha messo tanto di quel pelo sullo stomaco che neppure Andreotti aveva dopo sette presidenze del Consiglio. Nei giorni scorsi ha siglato con squilli di tromba e rulli di tamburo l’alleanza di ferro con Capitan Salvini e la tosta Giorgia Meloni. Oggi su Repubblica, il giornale a lui indigesto, zitto zitto parla della possibilità di far entrare Forza Italia in una nuova maggioranza di governo. Apriti cielo, Salvini ha rotto le acque e gliene ha dette quattro, costringendo i dirigenti Azzurri a rettificare un pochino il tiro. Ma ormai l’amo è lanciato. E che esca c’è  attaccata: passa qualche ora e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi andava lento, oggi è tutto un peperino: «Ho frettissima… Bisogna fare presto… con Zingaretti nessun ‘gelo’… Forza Italia ha una posizione diversa… È anche una mia sconfitta la mancata alleanza tra Pd e M5S alle prossime regionali». E via con lo zucchero filato. Ma i problemi restano, e al momento sembrano aver ‘incaprettato’ il decreto semplificazioni che ancora fa litigare la maggioranza di governo. Intanto, a sentire le voci dentro i Dem, il capo delegazione Franceschini si è un pochino stufato di assistere ad un simile spettacolo, è pure ministro della Cultura che diamine.

Da parte sua Matteo Renzi gioisce, con Berlusconi che spariglia
spera di prendere qualche pezzetto della torta elettorale. Chissà. Molto più facile, quando arriverà il momento della conta dei voti, davanti al feroce scontro tra Lega-Destra al quadrato e Pd-centrosinistra, che anche l’elettorato di Italia Viva torni a casa Dem. Nel campo centrale dello schieramento, per l’anima liberal che ancora esiste nel Paese, magari potrebbe essere Carlo Calenda il vero catalizzatore. Conquistando un cuscinetto di voti essenziali per decidere chi governa. Non ci aspettano mesi sereni. Gli animi già tesi sono destinati ad infuocarsi ancor più quando si arriverà al voto il 20 Settembre. Una prova? Ieri un deputato del M5S,

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