Arriva un software predice rischio Covid in luoghi affollati

È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze

REGGIO EMILIA – Predire il livello di rischio di contagio del covid 19 luoghi pubblici e privati, attraverso il calcolo delle distanze interpersonali e la costruzione di mappe dinamiche dell’area monitorata. È l’obiettivo del progetto di ricerca “Inter-Homines” sviluppato all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinato dalla docente Rita Cucchiara del dipartimento di ingegneria (Dief) “Enzo Ferrari”.

Partita ad aprile e prevista in conclusione ad ottobre, l’iniziativa è una delle quattro targate “Unimore” finanziate dalla Regione, in questo caso con 119.000 euro, nell’ambito di un bando volto a trovare forme innovative di contrasto all’epidemia di coronavirus.

Il sistema Inter-Homines, nel dettaglio, valuta in tempo reale il rischio di contagio di un’area monitorata analizzando flussi video: è in grado di localizzare persone nello spazio 3D, riconoscere i dispositivi di protezione individuale, calcolare distanze interpersonali e predire livelli di rischio costruendo mappe dinamiche. Il modello è applicabile sia all’aperto che al chiuso, in aree ad affollamento variabile pubbliche e private. A “dare gambe” al sistema sono servizi di intelligenza artificiale e di “computer vision” applicabili a telecamere già installate o a telecamere a basso costo su Pc industriali, corredati da un aggiuntivo sistema dedicato e mobile per misurazioni temporanee. Il tutto, sottolineano dall’Università, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy.

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Il sistema, infatti, non prevede alcuna registrazione di flussi video o di dati personali né in forma locale né in forma centralizzata, garantendo in questo modo una acquisizione di informazioni che tutela l’anonimato. Tra i parametri che vengono associati all’area monitorata ci sono nello specifico “un indice di rischio spazio-temporale”, un “livello dinamico di sicurezza”, una “mappa dinamica delle distanze interpersonali” e una mappa che indica dove e quante persone possono aggiungersi per rimanere in sicurezza. “Ciò che si vuole ottenere- spiega Rita Cucchiara di Unimore- è uno strumento affidabile di visione artificiale, a norma delle linee guida europee sulla privacy e sull’uso dell’intelligenza artificiale, per calcolare in tempo reale le distanze tra le persone con una ricostruzione 3D del distanziamento, segnalando anche in modo interattivo eventuali situazioni di rischio”.

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