Ue, Calenda: “Notizia straordinaria, governo sia capace di spendere bene le risorse”

Il leader di Azione: “Paesi frugali? No, fessi. Vivono come parassiti, è il momento di dargli due schiaffoni”

ROMA – “E’ una straordinaria notizia. Se approvata dal Consiglio europeo stiamo parlando di una vera rivoluzione copernicana perche’ l’Europa emetterea’ titoli, a tutti gli effetti eurobond”. Cosi’ Carlo Calenda, intervistato dalla Dire, commenta la presentazione del piano della Commissione di Recovery Fund per 750 miliardi di euro, di cui 172 destinati all’Italia.

“L’ammontare di risorse che arriva all’Italia – aggiunge Calenda – sarebbe veramente in grado di far girare il Paese. Uso il condizionale perche’ non confido moltissimo nella capacita’ del governo di spenderli. E’ quello che succede gia’ oggi: sulla carta si stanziano risorse che poi non arrivano. Dico solo che non e’ stato speso neanche un euro dei fondi europei senza cofinanziamento che abbiamo a disposizione gia’ dal primo giorno della crisi”.

Il leader di Azione! spiega che “queste risorse vanno usate in modo automatico, come abbiamo fatto con Industria 4.0. Invece di fare meccanismi barocchi come quelli del dl rilancio bisognerebbe semplicemente restituire gli anticipi Ires e Irap che cubano 20 miliardi di euro alle imprese che li hanno versati. Poi bisogna che questi soldi siano versati sulle cose che servono strutturalmente all’Italia, che sono un grande piano di rilancio sull’istruzione, l’universita’ e la ricerca e lo stimolo agli investimenti ripristinando Industria 4.0″

Da un sondaggio condotto da Agenzia Dire in collaborazione con Euromedia Research viene fuori che quasi il 50 per cento degli italiani e’ euroscettico e il 17 per cento vorrebbe addirittura abbandonare l’Europa. Come riconquistarne la fiducia? “Intanto spiegando che quando si parla di Europa bisognerebbe distinguere tra Unione europea e Stati membri dell’Unione europea. Perche’ – aggiunge Carlo Calenda – purtroppo queste due entita’ decidono insieme. Sui migranti, ad esempio, ci lamentiamo che l’Unione non ci da’ una mano. Ma l’Unione ha proposto 100 volte di redistribuirli. Sono gli stati membri a non volerlo. E lo stesso vale per il Recovery fund: chi cerca di bloccarlo sono gli stessi Paesi membri in consiglio.

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