Mafia, una lista civica dei boss “coi cristiani giusti”: 8 arresti in Sicilia

PALERMO – Cosa nostra voleva presentare una lista civica alle elezioni amministrative di Misilmeri del 2020 per infiltrarsi all’interno dell’amministrazione comunale della cittadina palermitana. È quanto emerge dall’operazione ‘Cassandra’ della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo che ha portato alla notifica di una ordinanza di custodia cautelare per otto persone, di cui sei in carcere e due ai domiciliari.

L’idea, captata dalle microspie dei carabinieri, fu esposta da Domenico Nocilla a Salvatore Sciarabba, considerato co-reggente del mandamento mafioso: mettere in piedi “una bella lista civica, senza partito” e “con i ‘cristiani’ (le persone, ndr) giusti”. Una proposta accolta da Sciarabba, che nella conversazione invitò l’interlocutore a riparlarne più avanti dal momento che mancavano ancora tre anni alle Comunali del 2020.

LE ACCUSE

Associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. Queste le accuse contestate agli otto arrestati in un blitz antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo che hanno colpito il mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno.

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, denominata ‘Cassandra’, ha portato sei indagati in carcere e due ai domiciliari ed è seguita dai sostituti procuratori Bruno Brucoli e Gaspare Spedale, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca.

Alcuni elementi dell’indagine condotta dal Nucleo investigativo di Palermo dei carabinieri erano già confluiti nell’operazione ‘Cupola 2.0’ del dicembre 2018, con la quale era stata smantellata la nuova commissione provinciale di Cosa nostra palermitana che si era riunita per la prima volta il 29 maggio di quell’anno. In quell’occasione furono arrestate 19 persone ritenute appartenenti al mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno, tra cui Filippo Bisconti, poi diventato collaboratore di giustizia, e Salvatore Sciarabba, considerati co-reggenti del mandamento mafioso, oltre che Vincenzo Sucato e Stefano Polizzi (considerati il primo reggente a Misilmeri e il secondo a Bolognetta).

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